Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca

Furti, processo alla banda di Dracula: chieste pene da 1 a 8 anni

Sta per arrivare alla conclusione il processo per le razzie negli appartamenti di Piacenza, Podenzano e Rivergaro fra il 2015 e il 2017. I carabinieri dell'Aliquota Operativa del Norm avevano azzerato una gang che, secondo le accuse, era composta di professionisti e il cui capo era soprannominato Dracula

Sta per arrivare alla conclusione il processo per le razzie negli appartamenti di Piacenza, Podenzano e Rivergaro fra il 2015 e il 2017. I carabinieri dell'Aliquota Operativa del Norm avevano azzerato una gang che, secondo le accuse, era composta di professionisti e il cui capo era soprannominato Dracula. Il 29 ottobre, il pm Antonio Colonna, al termine della propria requisitoria ha chiesto, al giudice per l’udienza preliminare Luca Milani, la condanna di otto persone (altre due sono irreperibili e il processo è stato stralciato) quasi tutte accusate di associazione per delinquere finalizzata ai furti in appartamento. Vampiri del furto che, era emerso dalle indagini della procura svolte dai carabinieri, ripulivano le abitazioni da gioielli, quadri, pellicce, contanti. Alcuni difensori degli imputati hanno fatto la loro arringa, altri parleranno fra due settimane, quando è prevista la sentenza. Per tutti, il pm ha chiesto l’assoluzione per il furto in una trattoria di via Pietro Cella.

Per il leader, Dracula, l’albanese Avram Shkelzen, 33 anni (in carcere), l’accusa ha chiesto 7 anni e 8 mesi. L’uomo è difeso dall’avvocato Mauro Pontini, che assiste anche Altin Doda (ai domiciliari), per cui è stata chiesta la pena di 2 anni e 4 mesi. Shkelzen era stato definito come una persona di «elevato spessore criminale» dal procuratore capo Salvatore Cappelleri. Un anno di reclusione, la pubblica accusa l’ha proposto per il romeno Matius Enescu, accusato di tentato furto ma non di associazione per delinquere, il quale è ai domiciliari. Enescu è difeso dall’avvocato Antonino Rossi. Pesante la richiesta per l’albanese Federik Shtjefni, che deve rispondere anche di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio e reati legati alla prostituzione: 8 anni e 8 mesi. L’uomo si trova agli arresti domiciliari ed è difeso dall’avvocato Elena Concarotti. Per altri due albanesi, Alexander Millai e Altin Murai, entrambi ai domiciliari, sono stati chiesti rispettivamente 5 anni e 5 anni e 4 mesi. Ci sono poi le richieste per i due italiani ritenuti appartamenti all’organizzazione: Ivano Stefani, libero e difeso dall’avvocato Daniele Pezza, per cui sono stati chiesti 7anni (per gli inquirenti aveva capacità tali da essere secondo soltanto a Dracula) e Cesare Chiappini, ai domiciliari e assistito dall’avvocato Ilaria Zedda, per cui il pm ha chiesto la condanna a 2 anni e 4 mesi. Secondo i carabinieri, a entrare in azione erano professionisti del furto: sapevano muoversi senza dare nell'occhio, tenendo cellulari spenti, cambiando auto, usando walkie talkie per comunicare ed effettuando sopralluoghi accurati prima di colpire.

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