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Giovedì, 26 Maggio 2022
Cronaca

Furti, processo alla banda di Dracula: è associazione per delinquere

In 10 davanti al giudice (ma due sono irreperibili). In otto scelgono il rito abbreviato. Razzie in decine di case e negozi tra il 2015 e il 2017, tra i componenti anche due italiani

Sono arrivati davanti al giudice i componenti della banda di ladri che ha svaligiato numerosi appartamenti tra Piacenza, Podenzano e Rivergaro nel periodo fra il 2015 e il 2017. Una gang di professionisti azzerata dai carabinieri. Una gang il cui capo era chiamato Dracula dai suoi uomini. Vampiri che hanno ripulito le abitazioni da gioielli, quadri, pellicce, contanti.  Sei di loro erano in manette, perché in carcere, altri due ai domiciliari e altri due irreperibili. Si tratta di due italiani, un romeno e sette albanesi. Con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al furto in appartamento è cominciato il 16 agosto, il processo nei confronti di 10 persone davanti al giudice per le indagini preliminari Luca Milani. A otto persone, che hanno scelto il rito abbreviato per usufruire dello sconto di un terzo della pena, è stata contestata l’associazione per delinquere, come chiesto dal pubblico ministero Antonio Colonna, mentre altri due - arrestati in flagranza nel gennaio del 2017 - dovranno rispondere di furto aggravato. Il processo è stato rinviato alla fine di ottobre.

scattaretico operazione ghost-2-2-2Nel marzo di quest’anno, i carabinieri dell’Aliquota operativa del Norm avevano messo in ginocchio, dopo lunghe indagini, l’organizzazione accusata di aver compiuto decine di furti.  Dopo aver razziato abitazioni e negozi, la banda faceva rotta verso Milano per rivendere la refurtiva. Secondo i carabinieri, a entrare in azione erano professionisti del furto: sapevano muoversi senza dare nell'occhio, tenendo cellulari spenti, cambiando auto, usando walkie talkie per comunicare ed effettuando sopralluoghi accurati prima di colpire. Il capo, quello chiamato Dracula, l’albanese Avram Shkelzen, un 33enne, era stato definito come una persona di «elevato spessore criminale» dal procuratore capo Salvatore Cappelleri. I due italiani coinvolti nella gang avevano il compito di fornire un supporto logistico, fornendo agli uomini della gang - tra cui una cascina, a Podenzano - un posto dove ricoverare la merce appena rubata. E uno dei due italiani è stato ritenuto, come importanza, secondo solo a Dracula.

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