Sarmato: rubava rame indotto dallo zio, fermato un minorenne

A lezione di furto con lo zio trentenne. Finito in manette un quattordicenne di nazionalità rumena e il suo “maestro”, Lorel Nitu. Nei guai anche il padre del ragazzo che, secondo gli inquirenti, ha messo l'auto a disposizione per la rapina

Sorpresi a rubare bobine di rame dall'ex stabilimento dell'Eridania di Sarmato: un adulto di 31 anni e il nipote minorenne. Li ha scoperti l'altro ieri un metronotte dell'Ivri, dopo una segnalazione arrivata intorno alle 22. Appena hanno visto la pattuglia, i due uomini, di nazionalità rumena, si sono dati alla fuga, con il bottino (quattro bobine di rame) nel cofano dell'auto.

È partito l'inseguimento, fino a Castel San Giovanni, dove l'auto è stata fermata e i due occupanti identificati e arrestati dai carabinieri di San Nicolò. In manette, così, è finito il giovane zio, Lorel Nitu che probabilmente stava insegnando al nipote il mestiere. Il ragazzino, 14 anni, è stato denunciato a piede libero e ieri condannato dal giudice Bersani a 4 mesi di reclusione con rito direttissimo. Il padre del ragazzo, anche se non presente sul luogo del furto, aveva messo a disposizione la macchina, rendendosi quindi corresponsabile.
Il rame è molto richiesto: si pagano fino a 8 mila euro per una tonnellata

I furti di rame, nel nostro Paese, sono raddoppiati in poco tempo. Si tratta di un metallo molto richiesto sul mercato, soprattutto straniero, tanto da aggiudicarsi il soprannome di “oro rosso”. Secondo i dati diffusi dalla Polizia ferroviaria e relativi al 2007, sono state arrestate 111 persone sorprese a rubare rame e 320 sono state indagate per lo stesso reato.
Recuperati, poi, 393.805 kg di refurtiva, per un controvalore di 2.756.635 euro. L'Emilia Romagna, svetta fra le regioni più derubate, al terzo posto dopo Campania e Piemonte – Valle d'Aosta.

Un oro rosso che fa gola, dunque, se è vero che, in Europa, si arriva a pagarlo 8.000 euro alla tonnellata. La vittima numero uno di queste razzie rimane la rete ferroviaria. Oltre al danno economico, “il furto del metallo fa infatti scattare i meccanismi di sicurezza e sulla linea s’interrompe il circuito per il tempo necessario alla riparazione del guasto” rende noto Pietro Milone, dirigente Polfer.





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