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Cronaca

Gara ferroviaria Emilia Romagna, Onlit: «In contrasto con le indicazioni europee»

Balotta (Onlit): «La trattativa in corso, al rialzo del corrispettivo economico di 153 milioni di Euro (+ Iva) tra Regione Emilia Romagna e l'Ati (Tper –Fs), fa capire già in partenza che saranno i gestori ferroviari vincitori di gara a dettare le loro condizioni alla Regione, e non viceversa»

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

Sulla gara ferroviaria dell'Emilia Romagna è intervenuto con una nota Dario Balotta, presidente Onlit: «Il "pasticcio" della trattativa al rialzo rischia di andare ora sotto la lente dell’Autorità Anticorruzione, guidata da Raffaele Cantone. La trattativa in corso, al rialzo del corrispettivo economico di 153 milioni di Euro (+ Iva) tra Regione Emilia Romagna e l'Ati (Tper –Fs), fa capire già in partenza che saranno i gestori ferroviari vincitori di gara a dettare le loro condizioni alla Regione, e non viceversa. Per farlo darà man forte la società tedesca “Arriva”, prima grande esclusa, ed ora fatta rientrare in corsa letteralmente "dal finestrino". Puntare su un grande bacino regionale è in contrasto con tutti i modelli di successo applicati in gran parte dei paesi europei (Germania e paesi scandinavi in primis) che mettono a gara aree territoriali (lotti) più piccole per favorire la concorrenza e costringere all'innovazione il vecchio gestore ex monopolista (incumbent)».

«Alla luce della fallimentare fusione lombarda - continua la nota - tra l’azienda regionale (Fnm) e Trenitalia, che ha dato vita a Trenord  dove la concentrazione monopolistica ha fatto  crescere  a dismisura i costi e  peggiorato i servizi,  l’Emilia-Romgna dovrebbe guardarsi bene dal creare un altro mostro gestionale (Tper) figlio anch'esso dal fallimentare federalismo italiano nei trasporti. Un federalismo  capace di mescolare e mettere in capo alla Regione responsabilità tra loro concorretni come quelle relative all' acquisto dei servizi, gestionali e  di programmazione. L’integrazione tariffaria è conseguibile anche senza la fusione dei vettori ferroviari. La voglia di una rendita garantita di Regione e Stato ha invece evidenziato un vistoso conflitto d’interessi. Così facendo infatti la Regione si erge contemporaneamente ad arbitro (stazione appaltante) e giocatore (gestore) escludendo di fatto ogni innovazione del settore ferroviario per il prossimo ventennio». 

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