Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Genitori senza casa e lavoro dormivano in auto con due neonate

Il caso di una coppia di 30enni italiani che vivevano ai margini della società. La loro situazione di disagio è stata presa in carico dai servizi sociali del Comune e dalla sezione minori della Squadra mobile

Gli agenti della sezione minori della squadra mobile e i servizi sociali del Comune. Al centro, il dirigente Stefano Vernelli

Vivevano tutti su una vecchia station wagon, arrangiandosi un po’ come capitava: padre, madre e due gemelline di tre mesi. Grazie alla segnalazione di alcuni cittadini, la famiglia, di origine calabrese, è stata rintracciata dalla polizia e affidata ai Servizi sociali che si sono presi cura della madre e delle due piccole figlie. Una caso ai limiti della povertà e del disagio, anche se non è l’unico. Basti pensare che i Servizi sociali in una settimana si sono dovuti occupare di ben cinque casi di persone legate a storie di disagio, violenza e maltrattamenti. Benvenuti nell’assistenza in tempo di crisi con il Governo Monti. “Situazioni del genere - ha affermato Francesca Tiramani, dirigente del servizio minori del Comune - stanno aumentando “. E il Comune, intervenuto alal conferenza stampa in questura con l’assessore al Welfare Giovanna Palladini, ha lanciato un appello: se ci sono famiglie disposte a ricevere in affido temporaneo dei minori si facciano avanti. E l’assessore ha anche detto che potrebbe essere messa in cantiere, per ora come progetto, l’idea di far nascere una struttura di accoglienza per i minori. La vicenda è stata raccontata da Stefano Vernelli, capo della Squadre mobile a cui fa capo un’efficiente sezione minori. Alcuni cittadini avevano segnalato di aver visto spesso in giro una mamma, piuttosto dimessa, con due neonate in una carrozzina. Subito sono scattate le ricerche, con al stretta collaborazione tra polizia e Comune. Il nucleo viene rintracciato alla mensa dei frati cappuccini, sullo Stradone Farnese. Gli agenti seguono i genitori e vedono che vanno a ripararsi in un’auto parcheggiata nei pressi della stazione.

A quel punto intervengono. E scoprono che i due sono a Piacenza da una decina di giorni, dopo aver girovagato un po’ in tutto il nord. La coppia, entrambi sono disoccupati e provenienti da un contesto sociale semplice e disagiato, è originaria della provincia di Crotone. Per vivere, tirano a campare. Le bimbe vengono portate in ospedale e visitate. I medici le trovane in buone condizioni di salute. La madre, però, è spaventata perché teme che i Servizi sociali “gliele portino via”. Dopo un colloquio con gli assistenti sociali, la giovane cambia idea e li ringrazia, accettando di entrare in una struttura con le bambine. Il padre, invece, resta in cerca di un lavoro. Il Comune fa sapere che è un elettricista e ha anche una partita Iva e ogni tanto esegue piccoli lavoretti. Questa triste storia ha messo in evidenza una realtà di cui la città può andare orgogliosa: gli ottimi rapporti tra la polizia e i servizi sociali, due istituzioni molto quotate a livello regionale. “La polizia - ha spiegato Vernelli - spesso si confronta con queste situazioni e quando interviene non lo fa sempre per reprimere”. Un legame “importante quello con la polizia - ha continuato Palladini – che continua anche perché i casi sono in aumento. Il Servizio minori è sempre sollecitato. Dietro a un bambino che ha bisogno c’è sempre una storia da ricostruire. E’ un impegno che può durare anni per questo lancio la proposta di una casa di accoglienza per minori, che deve trovare tutti d’accordo”. Sui tanti casi registrati, infine, Tiramani ha detto che si tratta di violenza, maltrattamenti in famiglia, ragazzi a rischio per le continue liti fra i coniugi. Soprattutto i maltrattamenti che sembravano relegati al passato, in questo periodo, stanno riemergendo. E quando si parla di violenze intrafamigliari si tratta di episodi traversali che appartengono a tutti i ceti, a tutte le culture e a tutte le etnie”.

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