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Il tavolo dei relatori (Foto Romagnoli)

Il tavolo dei relatori (Foto Romagnoli)

«Giammaria Visconti di Modrone uomo trasparente e garbato, imprenditore lungimirante con l’Inter e Grazzano nel cuore»

Il ricordo a Palazzo Galli a cinque mesi dalla scomparsa, nel giorno del suo compleanno

Un uomo garbato, elegante, rispettoso, un imprenditore lungimirante, prima nell’industria farmaceutica, poi nell’agricoltura e soprattutto un amico sempre disponibile, arguto, piacevole e spiritoso. Questo in estrema sintesi il ritratto di Giammaria Visconti di Modrone, duca di Grazzano Visconti, un profilo umano a tutto tondo a sottolinearne la poliedricità, quello che è emerso nell’incontro che si è svolto oggi a Palazzo Gallli organizzato da Confagricoltura Piacenza (di cui Visconti fu a lungo presidente) in collaborazione con la Banca di Piacenza rappresentata dal presidente d’onore Corrado Sforza Fogliani (Palazzo Galli emblema della storia dell’agricoltura piacentina e nazionale).

“Un ricordo- ha ribadito Michele Lodigiani che ha coordinato l’evento- organizzato da un gruppo di amici, senza celebrazioni né riti (che lui stesso non avrebbe certamente voluto), per rievocarne la figura a distanza di pochi mesi dalla scomparsa (2 dicembre 2015), la mattina del 7 maggio, ricorrenza del suo compleanno (81)”.

Molti gli amici, uniti insieme ai famigliari, che hanno voluto offrire una testimonianza, compreso Massimo Moratti “storico” presidente di quella Inter amata da Visconti di cui fu vicepresidente (’95-’99) e nella quale condivise i trionfi europei nella gestione di Angelo Moratti come dirigente ed accompagnatore. “Una grande signorilità- ha detto- unita ad un forte senso di responsabilità e rispetto verso le istituzioni e nei rapporti tra squadra (Herrera) e la mia famiglia. Seppe affrontare situazioni difficili; abbiamo vissuto insieme molti avvenimenti; era l’amico di cui hai bisogno per confidarti. Non a caso l’Inter è rappresentata con il biscione, emblema della sua famiglia. Una grande onestà, trasparenza e rispetto per tutti, con una innata simpatia supportata da una solida cultura”.

E’ spettato a Renato Passerini, neo Maestro del lavoro, tratteggiarne, con puntualità, la biografia. Apparteneva alla famiglia dei conti di Lonate Pozzolo e duchi di Grazzano Visconti e Modrone, figlio di Luigi e di Maddalena Arrivabene Valenti Gonzaga ed era uno degli eredi dell'azienda farmaceutica Carlo Erba.

Laureato in Giurisprudenza a Napoli, ha sposato nel ’62 la cugina Violante Caracciolo. Negli anni Sessanta aveva rilanciato la tenuta agricola di Grazzano Visconti trasformandola nella Agricola di Grazzano Visconti, divenuta presto azienda leader nel settore zootecnico delle bovine da latte. Dal 9 giugno 1976 al 7 luglio 1984 è stato Presidente dell'Unione Agricoltori di Piacenza e Presidente della Federazione regionale e vice-presidente nazionale di Confagricoltura. Ha poi sempre partecipato attivamente alla vita dell'Unione anche negli anni successivi, come hanno precisato sia l’attuale presidente Enrico Chiesa come Massimo Bergamaschi che successore proprio di Visconti alla guida dell’associazione professionale.

Ma soprattutto ha amato il borgo di Grazzano valorizzandolo con numerose iniziative, facendolo divenire uno dei poli provinciali turistici della provincia, una passione per una “perla urbanistica” di cui ha lasciato detto: “così l’abbiamo avuto, così lo lasceremo”.

Giandomenico Serra già Presidente di Confagricoltura ne ha rammentato l’equilibrio e la comunanza dei valori, guardando avanti sempre con fiducia verso l’avvenire per il mondo agricolo, un concetto condiviso da Alfredo Diana pure lui presidente nazionale e Ministro dell’Agricoltura. “Tutti gli volevano bene; era sempre allegro, faceto, ma rispettoso; ci siamo conosciuti in Montedison; a lui stavano molto a cuore le sorti dell’agricoltura ed abbiamo condiviso momenti difficili. Oggi- ha detto Diana- siamo di meno, siamo diversi, ma rappresentiamo ancora una parte importante della società. La nostra è una “famiglia” di gente per bene e di ciò dobbiamo essere orgogliosi. Dobbiamo ritrovare quell’unità che ci rendeva forti, ricomporre la famiglia agricola italiana, come certamente Visconti avrebbe voluto”.

Dell’amico “Caddy” ha tracciato un arguto ritratto privato l’avvocato Gianni Montagna, ricordandone lo spirito sportivo (nuoto, motociclette, auto), le comuni vacanze a Panarea, la gioia di stare insieme con gli amici a vedere le partite in Tv; “ma era anche un lettore appassionato ed era animato da una grande curiosità intellettuale”.

Insomma tante spontanee testimonianze (l’avv.Nicoletti, Ezio Raschi) per rendere omaggio, in modo semplice ad un amico, esattamente come lui avrebbe voluto.

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