Giardini Merluzzo: pestano a sangue un uomo per "una prova di forza"

Dimostrare di essere diventati uomini? Basta pestare a sangue uno sconosciuto. Ci sarebbe una specie di test di virilità all'origine del brutale pestaggio avvenuto il 18 giugno scorso ai giardini Merluzzo

Volanti della polizia

Dimostrare di essere diventati uomini? Basta pestare a sangue uno sconosciuto. Ci sarebbe una prova di forza, una specie di test di virilità, all'origine del brutale pestaggio avvenuto il 18 giugno scorso ai giardini Merluzzo tra via Roma e via Alberoni, dove un ecuadoriano di 32 anni, che si trovava a passare di lì per caso con un amico, era stato aggredito da tre giovani connazionali, che lo mandarono all'ospedale con una prognosi di circa un mese per le fratture e ei traumi al volto e nel resto del corpo.

La squadra volanti della questura, dopo oltre un mese di indagini nell'ambiente degli ecuadoriani piacentini, a rintracciato i presunti responsabili di quella violenta e apparentemente insensata aggressione. Si tratta di due 18enni e di un 19enne, tutti ecuadoriani, che sono stati denunciati per lesioni gravi in concorso. Il pestaggio era avvenuto di mattina presto, prima delle 8, ma i tre aggressori - secondo i testimoni - erano ancora ubriachi dalla sera precedente.

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La polizia al momento non sa ancora se i tre denunciati appartengano a qualcuna delle tradizionali gang latinoamericane di riferimento, ma tuttavia i tre hanno dei soprannomi di battaglia: il "Vaca", il "Gallinaccio" e Pablito. La questura ritiene che i tre abbiano deciso deliberatamente di pestare il loro connazionale - che a dire il vero era intervenuto in difesa dell'amico con il quale si trovava e che era stato il primo a finire nel mirino della gang - appunto come dimostrazione di forza e di passaggio dall'età adolescienziale all'età matura. Insomma, il loro modo di dimostrare di essere veri uomini.

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