Cronaca

Gino Strada: «In Italia 9 milioni di persone non riescono più a curarsi come dovrebbero»

Gino Strada, fa il tutto esaurito a Palazzo Gotico: «Mi sembra che il titolo di questo festival sia fin troppo ottimista, io l'avrei chiamato "Le certezze della non democrazia". La guerra non è mai una necessità ma una scelta». Sulla sanità italiana: «Non ci si riesce più a curare come sarebbe giusto»

Forse Palazzo Gotico non è mai stato così pieno come stasera, le hostess già alle 20 chiudono le porte: «Non c'è più spazio, potete seguire l'incontro sul monitor in piazza Cavalli». Chi è riuscito ad entrare ha trovato posto a sedere, gli altri si arrangiano sedendosi anche per terra. C'è caldissimo ma Gino Strada, fondatore e presidente di Emergency, lo vogliono ascoltare, e vedere, tutti.

Introdotto dal curatore scientifico del Festival del Diritto, Stefano Rodotà, il presidente di Emergency non ha ancora parlato ma viene travolto da un applauso. Diversi ragazzini, tutti con l'Ipad in modalità foto e con la divisa della kermesse, la ormai solita maglietta blu, lo filmano e lo immortalano mentre sul maxi schermo passano immagini di bambini mutilati da mine antiuomo.

Strada esordisce con queste parole: «Mi sembra che il titolo di questo festival sia fin troppo ottimista, io l'avrei chiamato "Le certezze della non democrazia". La guerra non è mai una necessità ma una scelta, barbara e disumana ma una scelta e non è nella natura umana. Chi lo dice cerca un pretesto per farla, invece l'alternativa c'è sempre. C'è sempre la possibilità di una mediazione diplomatica. Tutto purché non si spari. La nostra reputazione all'estero è pessima: quando viaggio cerco di esporre il minimo indispensabile il passaporto e parlo poco l'italiano, purtroppo siamo in una situazione imbarazzante».

Sulla sanità italiana invece: «Ormai 9 milioni di italiani non riescono più a curarsi come dovrebbero perché non ce la fanno economicamente, questa è una tragedia di proporzioni enormi. Tutto è nato perché la casta politica ha preso una decisione irresponsabile: introdurre il profitto nella sanità, da quel momento si sono rotti gli argini e tutto è andato a rotoli. Chi ha degli interessi continua a guadagnarci, gli altri si arrangiano come possono».

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