Motoseghe e gioielli pagati con assegni scoperti e firme false

Una condanna e un’assoluzione per truffa. Nel mirino un’oreficeria e una ferramenta di Lugagnano nel 2014. In totale spariti preziosi e due motoseghe per un valore di 5mila euro

Assegni scoperti, firme false, tanta gentilezza e cortesia. Sono gli ingredienti di una truffa - del valore di 3.500 euro - messa a segno in una gioielleria di Lugagnano nel gennaio del 2014. Oltre alla gioielleria, sarebbe anche stato raggirato il proprietario di una ferramento dove sono state acquistate due motoseghe del valore di 1.500 euro. Si è concluso il 24 gennaio il processo a carico di due persone accusate di truffa e falso. Il giudice Ivan Borasi ha condannato a 10 mesi e 300 euro euro di multa Giancarlo Curati, 53 anni. E’ stato invece assolto Massimiliano Perotti, di 57. Entrambi, poi, sono stati assolti dal reato di falso perché il reato è stato depenalizzato. Il pubblico ministero Sara Macchetta aveva chiesto per Curatti 2 anni e 600 euro di multa e per Villa la condanna a un anno e mezzo e 400 euro.

Curati, difeso dall’avvocato Federico Silvestrini (Foro di Parma), secondo le accuse, si era presentato in gioielleria in compagnia di Villa, il quale avrebbe garantito per il suo amico. Curati al momento di pagare, aveva acquistato alcuni gioielli tra cui un anello e un ciondolo in oro, voleva pagare con la carta di credito, ma avrebbe poi detto di avere problemi con la sua card. Aveva così pagato con un assegno delle Poste intestato a un’altra persona. L’assegno, però, è poi risultato scoperto. Sullo stesso assegno, poi, era stata falsificata la firma. Accortosi in seguito che l’assegno era scoperto, il proprietario della gioielleria aveva presentato una denuncia facendo scattare le indagini. E lo stesso era avvenuto per il titolare della ferramenta, che non avendo ricevuto il denaro da Curati lo aveva poi denunciato.

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