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Cronaca

Libano, rapimento lampo per i giornalisti. Tra loro anche un piacentino

Rapimento lampo per un gruppo di giornalisti che si trovano attualmente in Libano insieme ai soldati italiani in missione Unifil. Tra loro anche il giornalista piacentino Gianfranco Salvatori di Citynews. Rilasciati dopo un'azione diplomatica. Stanno tutti bene

Rapimento lampo per un gruppo di giornalisti che si trovano attualmente in Libano insieme ai soldati italiani in missione Unifil. Tra loro anche il giornalista piacentino Gianfranco Salvatori di Citynews. Gli altri sono Mario Rebeschini, bolognese, presidente Associazione italiana fotoreporter: Elisa Murgese, milanese, cronista di Radio Popolare e Left; la fotografa bolognese, Rossella Santosuosso. Alla fine sono stati tutti rilasciati grazie all'intervento di forze libanesi e Onu.

BETTELLI ANTONIO-2Due mezzi con sette soldati e quattro giornalisti, dopo le 13 del 6 gennaio, sono stati fermati in un villaggio vicino a Shama (in una zona a prevalenza hezbollah) da una ventina di persone che hanno chiuso una stradina con le auto. Uno di loro ha minacciato i soldati di morte, al momento non si sa se fosse armato o meno. Poi sono state sequestrate le macchine fotografiche, i documenti e i telefoni cellulari. Ai soldati invece hanno rubato le radio dai mezzi e smontato i veicoli per timore che ci fossero apparati di spionaggio. Il tenente colonnello Giovanni Ramunno ha gestito la situazione e anche gli stessi soldati del contingente Unifil, della base di Shama, oltre ai giornalisti che non hanno reagito. Alla fine, dopo un’ora di azione diplomatica, i sequestratori li hanno lasciati andare restituendo loro il materiale. Stanno tutti bene e sono ritornati alla base della missione Onu.

Il responsabile del settore Ovest della missione Unifil, il generale Antonio Bettelli (comandante della brigata aeromobile Friuli, con sede a Bologna, nella foto sopra) si è detto dispiaciuto per questo episodio che "offende il popolo libanese, oltre che i soldati e i giornalisti che sono qui per Unifil. E' un fatto brutto e inaccettabile. In ciò che accade qui c'è sempre una logica e noi stiamo cercando di capirla e di far capire che la presenza dell'Onu è un'occasione di crescita sociale ed economica per i libanesi". Bettelli si è detto pronto "ad andare a parlare con il sindaco del paese, con cui ho preso più volte il caffè e abbiamo discusso, e di restare lì per giorni se serve".

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