Giornata del risparmio: da Palazzo Galli una bussola per le scelte finanziarie

La 91esima giornata mondiale del risparmio: da Palazzo Galli una bussola per le scelte degli strumenti finanziari. Da ricordare che “nessun pasto è gratis”

Nell’ambito delle iniziative dedicate alla Giornata Mondiale del Risparmio, la Banca di Piacenza ha organizzato a Palazzo Galli una conferenza intitolata “Dal libretto di risparmio agli ETF: l’evoluzione degli strumenti per la gestione del risparmio, dal Dopoguerra ai giorni nostri”, dalla quale sono venuti informazioni e riferimenti utili alle scelte personali di natura finanziaria.                                                                                                  

La prof. Maria Luisa Di Battista, Facoltà di Economia e Giurisprudenza dell’Università Cattolica di Piacenza, ha approfondito il tema del Risparmio e Ricchezza finanziaria delle famiglie italiane analizzando l’evoluzione e la composizione del risparmio in una prospettiva di lungo periodo anche con confronti internazionali. I dati forniti indicano che la ricchezza finanziaria netta delle famiglie è cresciuta in tutti i principali paesi anche con oscillazioni più o meno ampie che hanno risentito dell’andamento dei mercati finanziari. Inoltre, in tutti i paesi, la composizione della ricchezza finanziaria mostra tendenze di lungo periodo orientate alla diversificazione con meno depositi e più investimenti delegati a fondi e assicurazione; infine le famiglie italiane sono storicamente tra le meno indebitate e questo ha contribuito a tenere elevato il rapporto RFN/PIL.

Nel 1991 le famiglie italiane che non possedevano alcuna attività finanziaria erano il 13%, nel 2010 l’8% ed è stabile al 27% la percentuale di famiglie che investe in attività finanziarie diverse dai depositi. I dati disaggregati mostrano però una situazione italiana problematica: ricchezza finanziaria più concentrata, differenze geografiche e tra generazioni. E’ però in crescita su tutte le età, soprattutto in quelle giovani, il numero delle famiglie che non riescono a risparmiare e, di fatto, è in aumento la quantità delle famiglie vulnerabili. Le banche si trovano di fronte a due tipologie di clientela molto diverse: i ricchi/agiati e pensionati e i poveri/giovani con redditi bassi e impossibilitati a risparmiare. Per la prima categoria la fiducia ruota sui servizi di gestione del risparmio e le attese sono per una profilatura corretta del rischio e una diversificazione appropriata (no conflitti d’interesse). Per la seconda categoria la fiducia ruota sulla trasparenza delle condizioni offerte e le banche dovrebbero puntare su conti di deposito in conto corrente semplici, conti di deposito con attenzione al rendimento e prodotti assicurativi/ pensionistici tagliati su misura.

La prof. Mariarosa Borroni della Facoltà di Economia e Giurisprudenza, sede di Piacenza della Cattolica, ha subito chiarito come il conto corrente non possa essere considerato uno strumento di “investimento” e quindi non può avere un “rendimento”, cioè uno strumento d’impiego del risparmio che produce “reddito”. Il conto corrente così come gli strumenti collegati (bonifici, giroconti, carte di credito e di debito) è uno strumento di pagamento, quindi di servizio, e come tale ha un costo, il più equo possibile, ma pur sempre un costo.                                                                                                               

Gli strumenti di investimenti dai quali ci si attende un reddito periodico sono i certificati di deposito, obbligazioni, azioni, fondi comuni, Sicav, Etf, derivati e simili. Sono invece strumenti vocati a stabilizzare il futuro dei flussi di cassa, le assicurazioni, i fondi pensione i piani individuali di previdenza e le assicurazioni. I fattori principali da considerare per decidere un investimento sono la Sicurezza (che può essere certezza di rendimento, di rimborso, di liquidità, …), la liquidità, il rendimento e il rischio di ritorni non adeguati alle aspettative e all’inflazione, le possibili perdite in conto capitale, la ritenuta fiscale, il tasso d’inflazione, il reinvestimento delle cedole. Soprattutto occorre avere chiaro il concetto che più elevato è il rischio, maggiore dovrà essere il rendimento:

COSE DA NON DIMENTICARE

° Il rischio è ineliminabile e nulla è immutabile nel tempo.

° L’informazione è necessaria anche se noiosa; è indispensabile richiedere trasparenza di contenuti ed esempi comprensibili.

° Aver ben presente la frase dell’economista Premio Nobel Milton Friedman... “nessun pasto è gratis!”. A significare che il maggior rendimento offerto su uno strumento finanziario implica sempre un maggior livello di rischio, e quindi una potenziale perdita (in termini di rendimento successivo o persino del capitale).

Non esiste una cosa come un pasto gratis! Il giardino dell’Eden è una cosa lontana.

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