Giornata mondiale del rene: l'importanza della diagnosi precoce

Come da tradizione, i medici e infermieri del reparto di Nefrologia e Dialisi dell'ospedale di Piacenza a fine aprile saranno in piazza Cavalli con una postazione in tenda per informare, far conoscere i segni delle malattie renali, misurare la pressione arteriosa e fare accertamenti preliminari di diagnosi a cittadini

L'equipe medica del reparto di Nefrologia di Piacenza

Giovedì 12 marzo ricorre la giornata mondiale del rene, dedicata alla prevenzione di malattie che colpiscono 1 italiano su 10; spesso non ci si accorge dell’insorgere della patologia renale, perché non ha sintomi importanti. Addirittura 1 italiano su 6 potrebbe avere una compromissione di grado medio della funzione renale e addirittura il 3 per cento di livello medio-avanzato.

Negli USA, per esempio, a causa di una minor attenzione alla dieta e a stili di vita a volte inadeguati, l’incidenza di malattie renali si tocca il 20 per cento della popolazione. Un progressivo aumento delle malattie renali si registra anche a Piacenza, “dove – spiega il primario di Nefrologia e Dialisi Roberto Scarpioni – stiamo eseguendo trattamenti di dialisi anche con turni notturni”.

È inoltre in corso di avviamento un progetto per l’emodialisi a domicilio per migliorare la qualità di vita dei pazienti. La giornata di sensibilizzazione coinvolge contemporaneamente tutti i centri nefrologici italiani e del mondo; nel nostro Paese è promossa dalla Società Italiana di Nefrologia (SIN) e dalla Federazione Internazionale del Rene, sotto l'Alto Patronato della Presidenza della Repubblica. Come da tradizione, i medici e infermieri del reparto di Nefrologia e Dialisi dell’ospedale di Piacenza a fine aprile saranno in piazza Cavalli con una postazione in tenda per informare, far conoscere i segni delle malattie renali, misurare la pressione arteriosa e fare accertamenti preliminari di diagnosi a cittadini. Nel frattempo, il primario Scarpioni coglie l’occasione per porre l’accento sull’importanza di riconoscere un’eventuale malattia renale negli stadi iniziali.

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“Conoscere la malattia renale ci consente di porre in essere tutte le terapie oggi a disposizione per controllare e rallentare l'evoluzione dell’insufficienza renale, prevenendo così l’eventuale necessità di dialisi o trapianto renale". L’iniziativa di sensibilizzazione ha lo scopo di porre l'attenzione sull'importanza della prevenzione nonché sulla necessità di rallentarne l’evoluzione e soprattutto di evitare le gravi e devastanti complicazioni cardiovascolari innescate dalla insufficienza renale avanzata. “Spesso le problematiche cardiache arrivano prima della progressione della malattia renale e prevenirne una può curare l’altra”. Secondo lo slogan dello scorso anno, curando i reni si cura anche il cuore. Nel reparto di Nefrologia e Dialisi un migliaio di pazienti con malattia renale a vari stadi sono seguiti negli ambulatori, e un numero maggiore è gestito nelle fasi iniziali della malattia insieme ai medici di medicina generale, che hanno ruolo importante nel riconoscere e filtrare i pazienti a rischio. La malattia renale cronica è una patologia in costante crescita ed è ormai un problema clinico, sociale e anche economico importante. È realistica la stima che nella popolazione adulta in Italia il 10-12 per cento della popolazione abbia un iniziale danno renale, ma il problema rimane ancora poco conosciuto e sottovalutato perché spesso clinicamente senza sintomi, almeno nei primi stadi della malattia. Con esami semplici e poco costosi, del sangue e delle urine, e talvolta con un’ecografia renale, è possibile accertare la presenza di una malattia renale e classificarla clinicamente in 5 stadi, in modo semplice e applicabile in tutto il mondo. I fattori di rischio per la diagnosi e la progressione della malattia renale cronica sono in gran parte comuni a quelli per le malattie cardiovascolari: i malati di diabete, di ipertensione arteriosa, di calcoli renali, di malattie cardiache, soprattutto se in età avanzata, i fumatori, gli obesi, chi utilizza abitualmente farmaci antidolorifici ed antiinfiammatori, hanno maggiore probabilità di esserne affetti, così come a volte chi ha già avuto un familiare con patologie renali. Il messaggio importante e sempre più attuale è che la malattia renale cronica è un segnale predittivo di malattia cardiovascolare. Alterazioni della funzione renale o dell'esame delle urine possono comparire ben prima che il paziente avverta sintomi (magari di danno al cuore, la cardiopatia ischemica) o che indagini strumentali o di laboratorio possano evidenziare la malattia cardiovascolare. Un intervento precoce su chi è affetto da malattia renale cronica aumenta le possibilità di successo della prevenzione ed anche della cura delle malattie cardiovascolari.

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