Trasporti, braccia incrociate per oggi e venerdì 9 luglio

Tutti a piedi. Cgil, Cisl e Uil insieme a Faisa e Ugl hanno indetto per la terza volta lo sciopero generale dei trasporti giovedi' 8 e venerdi' 9 luglio 2010. Stop a treni e bus a singhiozzo

Tutti a piedi. Cgil, Cisl e Uil insieme a Faisa e Ugl hanno indetto per la terza volta lo sciopero generale dei trasporti giovedi' 8 e venerdi' 9 luglio 2010 per denunciare "l'atteggiamento di chiusura da parte delle associazioni datoriali sul rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro" spiega Marco Efori, segretario Filt-Cgil di Piacenza. Stop ai treni e autobus a singhiozzo.

TRENI E BUS A SINGHIOZZO - Gia' in passato lo sciopero e' stato cancellato dopo l'intervento del governo che ha contestato l'astensione di tutte e tre le sigle sindacali nello stesso giorno. Ma la strategia resta la stessa: se e' unitario il contratto di lavoro - sostengono Cgil, Cisl e Uil - deve essere unitario anche lo sciopero. E allora ecco che i treni regionali si fermeranno dalle 21.00 di giovedi' alla stessa ora di venerdi', che i treni a media e lunga percorrenza rispetteranno il programma stilato a livello nazionale, che il trasporto locale subira' interruzioni e rallentamenti.

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"SITUAZIONE CRITICA" - Due in particolare i motivi che hanno convinto i sindacati a scendere sul piede di guerra: il rinnovo del contratto di lavoro scaduto da due anni, i tagli per il trasporto pubblico locale che impone la finanziaria "ingiusta ed iniqua" del ministro Tremonti. In merito, Efori spiega come "a peggiorare la situazione stia intervenendo la manovra finanziaria in cui vengono tagliate risorse sia per il trasporto pubblico locale che per il trasporto ferroviario a seguito dei pesanti tagli agli Enti locali (Regioni in testa) che si rifletteranno su un minor trasferimento di fondi per il Tpl". "Ci scusiamo già oggi per i disagi agli utenti - aggiunge il numero uno della Filt provinciale - ma purtroppo la situazione sia economica che contrattuale dei dipendenti dei trasporti non permette altra strada che quella di intraprendere azioni di lotta come lo sciopero. Le posizioni delle associazioni datoriali non lasciano nessuna apertura nella trattativa per la risoluzione della vertenza".

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