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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Cronaca

«Gli agenti hanno agito per tutelare la fonte o per fare risultati migliori»

Processo ai poliziotti arrestati per droga. Davanti al gup Bussi la parola alle difese di Bozzini, Fornasari e Cattivelli

Sono proseguite in tribunale davanti al gup Gianandrea Bussi le repliche degli avvocati difensori dei quattro agenti della squadra mobile di Piacenza arrestati nell’aprile scorso dai carabinieri per droga e altri reati, e che hanno scelto il rito abbreviato. L’ultima volta era toccato alla difesa di Luciano Pellilli ('avvocato Stefano Sarchi aveva chiesto l'assoluzione), mentre questa volta hanno parlato i difensori di Paolo Bozzini, Luca Fornasari e Paolo Cattivelli.
L’avvocato Paolo Veneziani, che difende Bozzini e Fornasari insieme al collega Stefano Piva, ha chiesto l’assoluzione per entrambi. Riguardo a Bozzini il legale ha sostenuto quanto già affermato dallo stesso imputato nel dibattimento del processo a Claudio Anastasio (l’altro poliziotto indagato che ha però scelto il rito dibattimentale), ovvero che se sono stati commessi degli errori, ciò è dovuto unicamente alla volontà di fare arresti sempre più importanti per portare buoni risultati operativi ai dirigenti.
Riguardo a Fornasari, per il quale la pubblica accusa ha chiesto una pena di 12 anni, l’avvocato Veneziani ha sottolineato come la sua vicenda sia strettamente legata all’esigenza di salvaguardare l’incolumità e la stessa vita del proprio confidente che, in quel frangente, aveva ricevuto minacce di morte da un gruppo di trafficanti di droga. Secondo la difesa, Fornasari, gestendo la vendita dei due chili di cocaina, non ci avrebbe guadagnato nulla personalmente, ma avrebbe invece tolto dai guai il confidente che li stava aiutando nell’operazione. Dunque ciò che è stato eventualmente commesso è stato fatto solo per esigenze investigative e per tutelare la fonte.
Nel pomeriggio la parola è passata alla difesa di Cattivelli: gli avvocati Luigi Alibrandi e Vittorio Antonini.

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