«Gli Alpini a Piacenza hanno portato più di 140 milioni di euro all'economia locale»

Inaugurato il monumento ricordo dell'adunata nazionale del 2013. Presentato anche lo studio dell'impatto economico sulla città: 140 milioni di euro, oltre il doppio rispetto al Gran premio di Monza e alla maratona di Roma.

L'inaugurazione del monumento in piazzale Libertà (Foto Passerini)

In piazzale Libertà, luogo della tribuna d’Onore della grandiosa Adunata Nazionale Alpini del maggio 2013, si è svolta in uno sventolio di bandiere tricolore, la solenne cerimonia dell’inaugurazione del monumento che aiuterà Piacenza a serbare la memoria dello straordinario evento organizzato dalle Penne nere che – come stimato da uno studio del Laboratorio di Economia Locale dell’Università Cattolica, oltre a portare Piacenza alla ribalta nazionale e rinsaldare gli ideali di fratellanza e amicizia propria degli Alpini, ha fatto confluire nella nostra città  342.000 persone non residenti, producendo un volume d’affari complessivo di circa 120 milioni di euro di cui 70 sulla città. (vedi dettagli nella seconda parte dell’articolo).

A preludio della cerimonia la Fanfara di Pontedellolio diretta dal maestro Edoardo Mazzoni ha eseguito alcuni brani musicali, poi la benedizione del monumento impartita dal cappellano don Tagliaferri, con schierate le autorità tra le quali il prefetto Anna Palombi, il sindaco Paolo Dosi, il presidente della Provincia Massimo Trespidi, il sottosegretario del Miur Roberto Reggi, il presidente nazionale dell’Associazione Alpini Sebastiano Favero, il presidente nazionale Coa Piacenza 2013 Nino Geronazzo ed altre.

Comune denominatore dei vari interventi che si sono succeduti, la soddisfazione per il bilancio ampiamente positivo in termini di immagine e di ritorno economico per una manifestazione che ha lasciato il segno anche per la sinergia espressa dalle Istituzioni. Nel corso dell’affollata cerimonia anche la consegna di riconoscimenti dell’Associazione Alpini alle ideatrici del monumento: le architette Ilaria Fanzini, Alessandra Fagioli, Valentina Migli. Realizzato in acciaio speciale, delle dimensioni di metri 3x2 e dello spessore di 2 centimetri, dalla ditta Stilus srl di Pontenure, presenta in facciata il profilo stilizzato del monumento equestre del Mochi di piazza Cavalli: Alessandro Farnese; e un cartiglio con il logo della 86esima Adunata Nazionale e la frase “Grazie Piacenza per aver vissuto tre giorni con noi una grande festa”. Altri riconoscimenti alle creatrici del logo della Adunata: le studentesse del Liceo artistico Cassinari Giulia Bertotti e Arianna Maffi, all’editoriale Libertà, e in particolare ai giornalisti Nicoletta Marenghi e Federico Frighi. 

L’Amministrazione Comunale ha poi deliberato l’assegnazione di un attestato di benemerenza che sarà assegnato annualmente verso il 10 maggio, data che ricorda la primogenitura di Piacenza :  quest’anno è stato conferito alle penne nere piacentine consegnandolo formalmente nelle mani del past presidente Bruno Plucani e del successore Roberto Lupi.

IL BILANCIO SOCIO-ECONOMICO

In precedenza alla sede del COA di Piacenza (Comitato Organizzatore dell'Adunata Nazionale degli Alpini), il prof. Antonio Dallara aveva presentato i risultati dello studio condotto in collaborazione con il Laboratorio di Economia Locale dell’Università Cattolica, facoltà di Economia e Giurisprudenza, sull’ “Adunata Nazionale degli Alpini a Piacenza". 

I passi logici per la ricostruzione dei dati che hanno compreso anche 1200 interviste alle penne nere iscritte alle 81 sezioni nazionali e le successive elaborazioni, fanno ragionevolmente stimare in 342.000 le persone non residenti che hanno affollato la città e la provincia con una ricaduta economica di 70,6 milioni di euro solo a Piacenza e di 49,2 fuori Piacenza; un volume complessivo (119,8 mln), , doppio, ad esempio, rispetto alle stime degli indotti di manifestazioni quali il Gran Premio automobilistico di Monza o la Maratona di Roma che sono eventi fissi. Per questo motivo, ha evidenziato Marzio Bodria, responsabile marketing si può affermare che l’Adunata delle Penne Nere costituisca il “più grande evento d’Italia”. Questo studio socio-economico - hanno aggiunto il presidente del COA, Nino Gerozza e il vice presidente vicario nazionale Adriano Crognola - è un format da adottare, per quanto possibile alle prossime adunate.

Per Trespidi lo studio è importante perché conferma che le intuizioni avute nei primi approcci organizzativi dell’Adunata piacentina hanno portato risultati al di la delle aspettative, che per altro erano sufficienti a far superare quel po’ di ritrosia e diffidenza che serpeggiava. Tra i risultati evidenziati nella sintesi del lavoro dell’Università, è  al primo posto “ l’apporto di una grande esperienza che ha portato un’atmosfera nuova, che dopo un anno si respira ancora.

Anche per il sindaco Dosi l’importante e non semplice lavoro condotto a termine dai ricercatori è migliore rispetto alle stime iniziali e dimostra che investendo sulla concretezza si ottengono risultati straordinari. Tra i valori espressi nella sintesi privilegia “La testimonianza dei valori basilari: solidarietà, Patria, fratellanza, libertà, lavoro, volontariato.

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Gli alpini hanno rimarcato l’accoglienza, la qualità della città, il patrimonio artistico, i servizi ricettivi/alberghieri. I piacentini intervistati hanno ritenuto di aver offerto nel complesso un buon servizio organizzativo mentre il 96% ha ritenuto buona la promozione dell'immagine della città; per il  41%  però sono state troppo alte le spese sostenute dagli enti locali per l'organizzazione dell'evento; valutazione questa da ridimensionare se non capovolgere alla luce dei risultati pubblicati oggi.

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