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Immagine di repertorio

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Gli fa credere di aver avuto un figlio da lui e gli estorce 200mila euro: 45enne a processo

Imputata è una marocchina di 45 anni, accusata di estorsione aggravata dalla rapina, dalle minacce, dall'ingente danno patrimoniale e dalla minorata difesa dell'uomo, un 80enne piacentino, ex imprenditore

Gli avrebbe estorto circa 200mila euro, facendogli credere di aver avuto un figlio da lui. Il tutto condito da continue minacce tra cui quelle di dire tutto ai familiari o, peggio, di fargli tagliare la gola dal marito essendo musulmano. E’ quanto emerso dalle indagini e dal processo che si è svolto nella mattinata del 26 aprile in Tribunale, davanti al collegio presieduto da Gianandrea Bussi, a latere Maurizio Boselli e Luca Milani. A sostenere l’accusa, il pm Emilio Pisante. Imputata è una marocchina di 45 anni, accusata di estorsione aggravata dalla rapina, dalle minacce, dall’ingente danno patrimoniale e dalla minorata difesa dell’uomo, un 80enne piacentino, ex imprenditore. E proprio nella nostra città è venuta alla luce questa incredibile vicenda dopo che l’anziano ha deciso di denunciare il raggiro che aveva subito. Tra il 2011 e il 2015, l’uomo, che si è costituito parte civile con l’avvocato Maria Rosaria Pozzi, avrebbe versato alla domestica una cifra pari a quasi 200mila euro. La donna, difesa dall’avvocato Sergio Castagnetti, secondo le accuse dell’anziano e secondo le indagini dei carabinieri, sarebbe rimasto vittima delle continue richieste di denaro. Richieste che sono iniziate quando la donna, che è naturalizzata italiana, gli avrebbe fatto credere di aver avuto un figlio da lui. Un inferno per l’anziano. A far terminare la situazione è stato il direttore della banca, nella quale l’80enne si recava sempre più spesso per prelevare denaro. Insospettito, il direttore - sentito in aula - ha chiesto a che cosa servissero tutti quei soldi. L’anziano in quel momento, sconvolto e preoccupato, ha ceduto e gli ha raccontato l’intera storia. Il direttore gli ha allora consigliato di recarsi subito a denunciare il fatto ai carabinieri. Davanti ai giudici, ha parlato anche la donna, la quale ha negato ogni coinvolgimento e tantomeno di aver chiesto soldi. La 45enne si trova tuttora sottoposta alla misura cautelare del divieto di avvicinamento all’anziano. Il giudice ha anche acquisito alcune telefonate e i tracciamenti dei prelievi bancari. 

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