Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca

Libri gender in biblioteca, diffamò la consigliera Zanardi su Facebook scrivendo "Tso"

Un piacentino querelato dall'avvocato e consigliere Fd'I Gloria Zanardi per un commento ad un post sulla pagina Facebook de IlPiacenza.it, con lui altre trenta persone. L'uomo si è opposto al decreto penale e ha chiesto di essere processato

Un commento ad un post Facebook di un articolo de IlPiacenza.it è costato a circa trenta persone una querela per diffamazione sporte dall'avvocato e consigliere comunale di Fratelli d'Italia, Gloria Zanardi rappresentata dal collega Vittorio Antonini (sostituito dall'avvocato Mauro Pontini). A queste trenta era arrivato poi un decreto penale di condanna (procedimento speciale il cui scopo è quello di saltare sia l'udienza preliminare sia il dibattimento. E' disposto dal giudice su richiesta del pubblico ministero quando quest'ultimo ritenga che possa essere applicata esclusivamente una pena pecuniaria). In buona sostanza avendo diffamato Zanardi (ciascuno scrivendo un commento differente) potevano pagare 300 euro e vedersi chiudere il procedimento e così ha fatto la quasi totalità dei trenta tranne uno che si è opposto.  E' il fotografo piacentino Sergio Ferri che con il suo avvocato, Monica Capurri, si è opposto al decreto e nella mattina del 10 settembre è comparso davanti al gup dove ha chiesto e ottenuto di essere giudicato in rito abbreviato durante l'udienza preliminare. Il processo è stato rinviato all'anno prossimo quando ci sarà la discussione sulla base degli atti di indagine della Polizia Postale.  Il commento di Ferri era la sigla "TSO" che sta per Trattamento Sanitario Obbligatorio. L'avvocato Capurri ha fatto sapere: «Il commento del mio assistito non era assolutamente rivolto alla persona di Zanardi quanto un'opinione generale sulla situazione»

Gloria Zanardi-7-5Il post in questione pubblicato sulla pagina Facebook del nostro quotidiano on line rimandava all'articolo Libri gender nelle biblioteche? «Libertà di formazione, mai ricevuto segnalazioni» nel quale si legge: Gloria Zanardi, consigliere comunale di Fratelli d’Italia, nei giorni scorsi aveva presentato un'interrogazione urgente per chiedere all'amministrazione di Piacenza di verificare se nel catalogo delle biblioteche comunali piacentine siano disponibili volumi, dedicati ai bambini più piccoli, orientati dall'ideologia gender. “La lotta all'omofobia ed ad ogni forma di discriminazione – aveva spiegato Zanardi - è il retroterra culturale, giuridico ed umano di ogni democrazia ed è sancito dall'art. 3 della nostra Carta Costituzionale. La solidarietà al mondo omosessuale per le discriminazioni, non determina, allo stesso tempo, un sostegno alle unioni ed alle adozioni omosessuali, né tantomeno all'ideologia gender che vorrebbe diffondere tra i bambini l'idea che ciascuno possa scegliere il proprio orientamento sessuale a prescindere da come natura lo ha creato”.

IL COMMENTO DI GLORIA ZANARDI - «Sono consapevole che chi ricopre delle cariche pubbliche possa essere bersaglio di critiche per l’attività che svolge, ma un conto è la disapprovazione manifestata sul piano politico, sempre ben accetta e stimolante al confronto, un conto è chi offende la reputazione delle persone, con termini offensivi inaccettabili. Non si può pensare che lo schermo di un computer possa legittimare certi insulti. Poi per certi commenti superficiali poteva anche bastare una scusa, per altri, mi dispiace, ma non si può transigere».

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