Gossolengo, Comitato Parco del Trebbia: «Ditta costretta a rimuovere cumuli di rifiuti»

L'assemblea pubblica organizzata dal comitato "No al bitume sì al Parco del Trebbia" ha discusso dell'ordinanza del Comune di Gossolengo che intima alla ditta di conglomerati bituminosi di rimuovere entro 60 giorni del materiale

Un’assemblea pubblica sul parco del Trebbia, esattamente ad un anno dall’inizio della “battaglia” contro l’installazione di un mega impianto di produzione conglomerati bituminosi in località Ponte Nuovo (Gossolengo) e a difesa del Parco del Trebbia e del suo delicato ecosistema, oltre che della salute dei cittadini. Il comitato “No al bitume – si al parco del Trebbia” ha indetto una assemblea pubblica per aggiornare la cittadinanza circa i più recenti sviluppi della vicenda. La serata ha registrato una numerosa, attenta, attiva e consapevole partecipazione dei cittadini. «Rimane il rammarico – spiegano i rappresentanti del comitato - per la usuale assenza dei rappresentanti dell’amministrazione comunale di Gossolengo, sebbene invitati, che dimostra ancora una volta la loro totale avversione a fornire spiegazioni e chiarimenti alla propria gente. In particolare la serata si è concentrata sui recenti sviluppi delle verifiche che da mesi (8 per la precisione) il comitato chiedeva con forza, all’amministrazione comunale e agli enti preposti, circa la mancata attuazione da parte della ditta proponente delle prescrizioni relative all’area di deposito inerti previste dall’autorizzazione per la messa in riserva di rifiuti non pericolosi rilasciata nel 2014 (fresato d’asfalto, inerti da demolizione, terre ecc.), deposito situato nella stessa area dove dovrebbe sorgere il futuro impianto di conglomerati bituminosi.

Finalmente, dopo ben 8 mesi di insistenze presso tutti i soggetti istituzionali coinvolti nell’attività di controllo, l’Arpae ha ufficialmente constatato ciò che anche ai più sprovveduti appariva già del tutto evidente, ossia che le opere di impermeabilizzazione dell’area destinata ad accogliere i depositi di rifiuti sono state colpevolmente omesse, senza che nessuno impedisse alla ditta titolare dell’autorizzazione di procedere con il deposito di enormi cumuli di rifiuti. Il fatto è tanto più grave se si considera che i cumuli risultano depositati su una superficie inghiaiata, in assenza delle necessarie opere di regimazione delle acque, tali da evitare la dispersione delle stesse nel suolo, peraltro ad elevatissima vulnerabilità degli acquiferi!

Anche l’amministrazione comunale si è quindi trovata costretta, dopo 8 mesi dalla prima segnalazione di Legambiente, ad emettere una ordinanza del sindaco in regime di urgenza al fine di far rimuovere tali cumuli e obbligare la ditta alla preparazione corretta del terreno sottostante. Comitato “No al bitume – si al parco del Trebbia” tutto questo alla faccia dei severissimi controlli che amministrazione comunale e enti preposti avevano promesso durante la turbolenta assemblea pubblica dello scorso luglio. È sconcertante constatare che nonostante mesi di solleciti ed evidenze palesi nulla si sarebbe mosso se il comitato e la cittadinanza non avessero insistito nelle loro richieste di eseguire quei controlli che dovrebbero essere d’obbligo. E poi ci si chiede perché la cittadinanza stia perdendo fiducia nelle istituzioni che la dovrebbero rappresentare. Non spetta certamente a noi determinare se si sia in presenza di un possibile reato in tutta questa vicenda, ma sapere che tutta la documentazione attinente alla questione è ora stata obbligatoriamente trasmessa all’autorità giudiziaria ci conforta e ci fa sperare che la stessa saprà farne le opportune valutazioni. Si è inoltre aggiornata la cittadinanza dell’avvenuto pronunziamento della commissione petizioni del parlamento europeo al quale il comitato si era rivolto con una petizione supportata da oltre 700 cittadini per manifestare la propria contrarietà all’impianto in questione. La commissione ha ritenuto la petizione presentata ammissibile in quanto materia di interesse della commissione europea confermando che la stessa avvierà una propria indagine. Siamo quindi sempre più fiduciosi che anche in ambito comunitario le nostre ragioni troveranno ascolto. In conclusione non ci si può esimere dal ringraziare ancora la cittadinanza che ha saputo anche in occasione di quest’assemblea manifestare la propria vicinanza e attiva partecipazione alla battaglia in corso oltre che alla raccolta fondi avviata a sostegno della causa legale in corso tramite spontanei contributi sia personalmente che tramite versamenti on-line». 

L'ORDINANZA

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