Nucleare, Caorso è "salva": retromarcia del Governo

Il governo ha deciso di soprassedere sul programma nucleare: ha abrogato tutte le norme previste per la realizzazione di impianti nel Paese. Caorso è "salva"

Il Governo ha deciso di soprassedere sul programma nucleare ed ha inserito nella moratoria già prevista nel decreto legge omnibus, all'esame dell'aula del Senato, l'abrogazione di tutte le norme previste per la realizzazione di impianti nucleari nel Paese.

L'emendamento all'articolo cinque del decreto omnibus, presentato direttamente in Aula in mattinata e non inserito nel fascicolo degli emendamenti prestampati, afferma che ''al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche, non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare''.

L'emendamento, presentato all'ultimo momento, nelle intenzioni del governo avrebbe l'effetto di superare il referendum sul nucleare fissato a giugno e temuto dalla maggioranza.

PIACENZA - La nostra Provincia è stata in questi anni molto toccata dalla tematica del nucleare proprio per la presenza della centrale Arturo. Infatti per il 21 maggio era stata fissata la mobilitazione congiunta dei Comitati 'Vota sì per fermare il nucleare' di Emilia Romagna e Lombardia ed era stato scelto come luogo della manifestazione proprio la centrale di Caorso.

La centrale è stata costruita negli anni '70 ed è stata realizzata sulla riva destra del fiume Po all'interno di una zona golenale in località Mezzanone di Zerbio a Caorso. L'impianto, con reattore ad acqua bollente di tipo BWR4, appartiene agli impianti nucleari di "seconda generazione" ed è stata la più grande centrale nucleare italiana, con potenza elettrica garantita netta di 840 MW. Di seguito qualche informazione su Arturo.

FERMATA NELL'86 - L'esercizio commerciale dell'impianto, con produzione di energia elettrica, risale a dicembre 1981; la centrale è stata fermata nell'ottobre 1986 in occasione delle attività connesse alla quarta ricarica del combustibile e non è stata più riavviata in esito al referendum sul nucleare del 1987 e a seguito della Delibera CIPE del 26/07/1990 che ha disposto la chiusura definitiva delle Centrali Nucleari di Caorso e di Trino Vercellese.

SMANTELLAMENTO - Nel 2000 il MICA (Ministero Industria Commercio e Artigianato) ha emanato il D.M. 4.8.2000, in cui è stata operativamente adottata la strategia dello smantellamento accelerato dell'impianto e al tempo stesso sono state autorizzate alcune attività che potevano e dovevano essere comunque portate avanti in quanto compatibili con tale strategia di disattivazione e di fatto già pianificate: 1) Sistemazione del combustibile irraggiato in contenitori idonei allo stoccaggio e al trasporto, 2) Trattamento e condizionamento dei rifiuti radioattivi pregressi e derivanti dalle attività autorizzate, 3) Interventi nell'Edificio turbina e sistema off-gas, 4) Smantellamento edificio torri RHR (Residual Heat Removal System), 5) Decontaminazione circuito primario.

SOGIN PROPRIETARIA - Nel luglio 2001, in ottemperanza all´art. 9 del D.M. 4.8.2000, Sogin, divenuta proprietaria della centrale nel 1999, ha inviato al MAP (Ministero Attività Produttive) il "Piano Globale di Disattivazione" dell´impianto. Attualmente l'impianto è in condizione di arresto a freddo con nocciolo scarico; l´attività di scarica dal nocciolo del reattore del combustibile irraggiato è stata, infatti, conclusa negli anni 1998-1999 ed il combustibile irraggiato è stato stoccato nelle piscine poste al piano ricarica, a quota 90 dell´Edificio Reattore.

DECISA LA DISMISSIONE -  A novembre 2007 sono iniziate le attività di controllo ai fini del trasporto del combustibile irraggiato. Nell'ottobre 2008 è stato pubblicato il Decreto di compatibilità ambientale (VIA) del Ministero dell'Ambiente, per il progetto di dismissione della centrale, che raccoglie il parere favorevole della Regione Emilia-Romagna, del Ministero dei Beni Culturali e della Commissione per la valutazione d´impatto ambientale del Ministero dell'Ambiente.

DISMISSIONE TOTALE NEL 2019 - Nel 2004, è stata completata la decontaminazione del circuito primario. Nel dicembre 2006 è stato completato lo smantellamento e la rimozione del turboalternatore all´interno dell'edificio turbina. Nel maggio 2008 è stata completata la demolizione delle torri di raffreddamento RHR.

E' stata completata la rimozione dei coibenti, tra i quali l'amianto, dall'edificio reattore, dall'edificio turbina e dalla torre off-gas. Lo stoccaggio dei rifiuti prodotti dall'esercizio dell'impianto e dalle operazioni di dismissione avviene all'interno dei depositi di cui la centrale è dotata, in vista del trasferimento al deposito nazionale. Il completamento dello smantellamento dell'impianto e il condizionamento dei rifiuti è previsto entro il 2019.

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(Da www.arpa.emr.it)

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