«Grazie agli agenti della Polizia Locale ho potuto riabbracciare mio figlio»

Una mamma scrive agli agenti del comando di via Rogerio dopo una disavventura familiare: «Il padre di mio figlio si è barricato in casa con lui impedendomi di vederlo. Grazie per il modo in cui siete intervenuti e anche per aver “distratto” il bambino»

FOTO DI REPERTORIO

Ha voluto scrivere un messaggio alla Polizia Locale di Piacenza, per ringraziare gli agenti del corpo dell’aiuto prestato in una delicata situazione familiare, e non solo. Una mamma piacentina ha così inviato una lettera, lasciando la sua testimonianza. «Volevo ringraziarvi infinitamente – si legge nella missiva della donna - per il vostro lavoro e per rendere pubblica l’accortezza e la sensibilità con la quale avete svolto un’operazione grazie alla quale ho potuto riabbracciare mio figlio. Il mio incubo è incominciato nella serata di domenica scorsa, quando il padre del mio bimbo, di soli sei anni, ha deciso di trattenere con sé il piccolo, senza consentirmi né di vederlo né, tantomeno, di poterlo recuperare. Nonostante esistesse un provvedimento del giudice in cui, a chiare lettere, il minore doveva essere riconsegnato alla sottoscritta la domenica, il mio ex si è letteralmente “barricato in casa”, non facendomi vedere il bambino, non permettendomi di poterlo ricondurre a casa e non consentendogli, nemmeno, di recarsi a scuola».

«I giorni trascorrevano – prosegue la lettera della donna, che si firma “una mamma fortunata” - ma la situazione rimaneva immutata, così, su suggerimento del mio avvocato, Sara Soresi, e dopo aver coinvolto l’assessore di competenza, nella giornata di mercoledì mi sono recata presso il vostro corpo per sporgere querela. Qui ho trovato persone fantastiche e competenti, che mi hanno sostenuta ed incoraggiata. Grazie al vostro pronto intervento, giovedì pomeriggio ho potuto riabbracciare il mio bambino e portarlo a casa. Il vostro lavoro, tuttavia, non è terminato in quel momento: notando un leggero smarrimento nel piccolo, l’avete fatto giocare, gli avete mostrato le motociclette, l’avete fatto ridere. Vi porterò sempre nel cuore. Un ringraziamento a Silvia Bellazzini, responsabile di “Evita Peron”, che per tutto il tempo è stata al nostro fianco in ogni spostamento, e ci ha aiutato ad affrontare questo momento traumatico».

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