Lunedì, 15 Luglio 2024
Guardia di Finanza

Iva non versata per centinaia di migliaia di euro, imprenditore nei guai

Si tratta di un imprenditore piacentino, indagato insieme ad altri sette tra società e persone fisiche, per frode all’Iva per oltre 8 milioni nel settore di facchinaggio e logistica al servizio della grande distribuzione organizzata

Un imprenditore piacentino è stato denunciato a piede libero per frode fiscale e omessi versamenti Iva per diverse centinaia di migliaia di euro. L’uomo, titolare di un’azienda di logistica nella provincia di Piacenza, è finito nel mirino dei finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Venezia, insieme ad altri sette indagati, tra persone fisiche e società, per «una rilevante frode all’Iva perpetrata nel settore della fornitura di manodopera, facchinaggio e logistica al servizio della grande distribuzione organizzata». Lo si legge in una nota della Guardia di Finanza del capoluogo veneto che stamattina, su disposizione della Procura della Repubblica di Padova, ha eseguito il provvedimento e quarantaquattro perquisizioni nelle province di Venezia, Belluno, Treviso, Padova, Verona, Rovigo, Udine, Brescia, Monza-Brianza, Bologna, Piacenza, Cremona, Rimini, Roma, Barletta-Trani, in collaborazione con i militari dei Comandi Provinciali interessati. In tutto sarebbero stati evasi oltre 8 milioni di euro.

«L'indagine – spiegano le Fiamme Gialle di Venezia - era partita dall'analisi di dati acquisiti attraverso il monitoraggio delle banche dati su una rete di società articolata su due livelli di operatività, con alla base una serie di piccole cooperative che avrebbero fatturato ingenti importi relativi al facchinaggio nei confronti di società intermedie, che a loro volta avrebbero fatturato nuovamente il medesimo servizio alle imprese della grande distribuzione, inconsapevoli della frode. Le società poste al primo e al secondo livello non avrebbero ottemperato poi ai previsti obblighi di dichiarazione e di versamento delle imposte. Il continuo cambio di sede delle società avrebbe permesso ai presunti autori della frode di rendere più difficoltosa l'attività di controllo da parte dell'Amministrazione Finanziaria». Secondo gli accertamenti e le indagini, che proseguono per individuare eventuali ulteriori responsabili, «l’evasione avrebbe permesso alle imprese in questione, risparmiando indebitamente sull'Iva, di offrire il loro servizio a prezzi ribassati rispetto a quelli di mercato».

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