Guida drogato, ma gli esami sono negativi: assolto

Un 24 enne accusato di guida sotto effetto di stupefacenti. La difesa: «Lievi tracce dalle urine e i sintomi, per i medici, erano inesistenti. Anche il pm ha chiesto l’assoluzione

Immagine di repertorio

Era accusato di guida sotto l’effetto di stupefacenti, in realtà non aveva fumato nemmeno uno spinello. Un piacentino di 24 anni è stato assolto dal giudice. A chiedere l’assoluzione, il 26 febbraio, perché il fatto non sussiste, oltre al suo difensore Marco Guidotti, è stato anche il pubblico ministero, Antonio Rubino. Il giudice Fiammetta Modica ha accolto le loro richieste, assolvendo il giovane. Il ragazzo, incensurato, era stato fermato dai carabinieri a Pontenure nel 2016. I militari lo avevano trovato in possesso di 8 grammi di marijuana (un uso personale che gli è costata la segnalazione alla prefettura come assuntore di stupefacenti) e avevano notato che aveva gli occhi arrossati. I militari gli avevano chiesto di sottoporsi agli esami e lo avevano denunciato per guida sotto l’effetto di stupefacenti. In ospedale, dalle urine era emersa una lieve traccia di cannabinoidi. L’esame sintomatologico, invece, aveva dato esito negativo. Le indagini proseguono e la procura arriva a chiedere l’archiviazione al gip, per la tenuità del fatto. Anche la difesa si era opposta al processo, sostenendo che anche se c’era una lieve traccia di droga nelle urine, la sintomatologia era negativa. La traccia di droga determina solo che in passato se ne è fatto uso, ma non rivela che al momento del controllo il giovane fosse alla guida drogato. Il gip rinviò a giudizio il giovane. In aula sono stati sentiti i testimoni dell’accusa, i carabinieri, e quelli dell difesa. L’avvocato Guidotti ha sostenuto che gli occhi erano arrossati perché quel giorno, il ragazzo era in piedi da 20 ore ed era stato in piscina, dove svolge attività sportiva. Inoltre, la difesa ha prodotto la visita sintomatologica che era risultata negativa. Per far configurare il reato di guida sotto effetto di stupefacenti, infatti, devono sussistere sia la positività alle analisi sia quella alla visita sintomatologica. Scattano così le richieste di assoluzione di pm e difesa e l’accoglimento da parte del giudice.

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