Cronaca

Ha usato 35mila euro della nonna e dello zio per giocare alle slot machine

In Tribunale un 36enne accusato di aver preso 35mila euro ai due anziani. La madre dell’uomo ha già patteggiato la pena: oltre alla delega per la pensione aveva anche aperto un finanziamento a nome dell’anziana madre per pagare i debiti in una sala giochi

A gestire i soldi della nonna - poi spesi per giocare alle slot machine - sarebbe stata la madre e non il ragazzo. Lo ha affermato una testimone, una cognata sentita, il 12 marzo, in Tribunale al processo nei confronti di Thomas Magro, il 36enne accusato di appropriazione indebita, truffa e circonvenzione di incapace nei confronti dell’anziana nonna e dello zio. Il giudice Fiammetta Modica, pm Antonio Rubino, ha rinviato il processo in settembre, per la discussione finale. L’anziana morì nel 2014, a 84 anni, mentre il fratello di 78 è assistito da un amministratore di sostegno. Secondo le accuse, nel 2013, il 36enne e la madre - la donna, accusata anche di maltrattamenti, ha già patteggiato una pena di 2 anni e 8 mesi - si sarebbero appropriati delle pensioni dei due anziani per un totale di 35mila euro e di un finanziamento di 9.400 ottenuto da una banca. Secondo le accuse, la mente di tutto sarebbe stato il ragazzo. Il gruppo familiare viveva insieme a Piacenza. La figlia dell’anziana aveva le deleghe delega per il ritiro della pensione dei due anziani fratello e sorella. Dalle indagini, è emerso che buona parte del denaro finiva nelle slot machine di una sala giochi. Il 36enne difeso dall’avvocato Emilio Dadomo, secondo la procura, avrebbe truffato la nonna perché avrebbe falsificato la sottoscrizione della richiesta di prestito. Un prestito, ha sostenuto il pm, di cui l’anziana non aveva alcun bisogno. Madre e figlio, poi, sono ritenuti responsabili anche del reato di circonvenzione di incapace nei confronti del fratello dell’anziana - che aveva anche un deficit psichico - perché anche in quel caso gli avrebbero fatto richiedere un prestito. In questo caso, però, il tentativo fallì, perché la richiesta venne rigettata dalla banca.

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