«Ho sentito un bambino dire "Ho paura di questa maestra, voglio tornare nella vecchia scuola"»

Nell'ordinanza di custodia delle due insegnati arrestate alla Vittorino da Feltre anche la testimonianza di un'educatrice di sostegno che era in classe. Intanto la scuola chiede alla procura gli atti per eventuali sanzioni disciplinari

La scuola Vittorino da Feltre

La direzione didattica della scuola Vittorino da Feltre ha chiesto alla procura gli atti, per avviare la procedura che potrebbe portare a sanzioni disciplinari verso le due maestre arrestate con l’accusa di maltrattamenti ai danni di alcuni alunni.

Nel frattempo, prosegue l’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Antonio Colonna e condotta dalla squadra di polizia giudiziaria della Polizia municipale. Nei prossimi giorni, è attesa l’audizione protetta dei bambini della classe terza in cui si sarebbero verificati i comportamenti poco ortodossi delle due maestre, Stefania Innamorato di 45 anni e Elena Fazio di 58, entrambe agli arresti domiciliari.

L’ESPOSTO L’inchiesta prese le mosse il 4 ottobre, quando la direttrice didattica della scuola, Elisabetta Ghiretti, presentò un esposto alla procura dopo aver ricevuto il rapporto di una educatrice della cooperativa Unicoop-Aurora, che era impiegata nella classe. L’educatrice, in veste di assistente per l’integrazione scolastica dei ragazzi con difficoltà, aveva riportato una serie di episodi, avvenuti nelle settimane precedenti, che vedevano coinvolte le due maestre e due o tre bambini che avevano problemi di autismo o di deficit di apprendimento.

L’ANTEFATTO In realtà, mesi prima sarebbe stato presentato alla direzione della scuola un verbale sul comportamento poco ortodosso delle due maestre. Le accuse in questo documento, però, non vennero ritenute fondate. Anzi, la madre di un bambino che sarebbe stato maltrattato tempo prima lo aveva iscritto in quella classe proprio in virtù dell’ottima reputazione delle due insegnanti piacentine.

Partita l’indagine, gli investigatori della Municipale, guidati dalla procura, si misero in moto e l’inchiesta vide anche l’uso di registrazioni audio e video.

COSA AVVENIVA IN CLASSE Come emerge dall’ordinanza di custodia cautelare del Gip, il 26 settembre l’educatrice avrebbe assistito a un episodio in classe che vedrebbe coinvolta la maestra Fazio. mentre lei stava accudendo un ragazzo ha detto di aver sentito un rumore che poteva essere quello di uno schiaffo. Si gira e vede un bimbo piangere e con il volto arrossato. Si avvicina all’alunno e gli chiede cosa sia successo. Il bambino le avrebbe risposto: «Voglio tornare nella mia vecchia scuola perché ho paura di questa maestra che mi picchia sempre».
E ancora, un altro bambino avrebbe ricevuto un paio di schiaffi a una gamba e a un braccio.

In un altro caso, l’educatrice avrebbe sentito le due maestre urlare. Poi un bimbo veniva strattonato e messo forza su una sedia. Poi, ancora, l’episodio del ciuccio. Le due maestre sono in classe. Anche in questo caso, un bambino viene afferrato e messo su una sedia. La maestra Fazio, secondo il verbale, avrebbe cercato di mettere il ciuccio in bocca al bambino. Lui gira il volto e impedisce alla maestra di portare a termine il suo gesto. Gli altri bambini sono ammutoliti. La maestra allora spiega agli altri alunni che lui è come un “neonato”. La classe scoppia a ridere, umiliando così il piccolo. Umiliazioni di cui si sarebbe resa responsabile anche Innamorato che avrebbe definito “testone” uno degli alunni dicendo anche che se non si fosse comportato bene lo avrebbe “sculacciato fino a lasciargli il segno”.

Due giorni prima dell’arresto in flagranza, la Fazio secondo l’educatrice - ma qui erano già in atto le riprese audio e video della procura - avrebbe detto a uno dei bambini “non vali nulla” minacciandolo di “fargli passare un brutto Natale”. Infine, l’episodio che ha portato la polizia municipale a intervenire con l’arresto: un bambino che non aveva svolto un compito veniva afferrato per il mento e sollevato in alto.

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