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Un momento del convegno

Un momento del convegno

Hortus siccus: un convegno che celebra l'unione tra Collegio Alberoni e Cattolica

Il convegno che si è svolto nel salone degli Arazzi presso il Collegio Alberoni (e la contestuale mostra) dedicata alla biblioteca naturalistica di Fra’ Zaccaria e la botanica è stato organizzato con lo scopo di mostrare quanto questo legame culturale tra queste due istituzioni sia consolidato

C’è un fil rouge storicamente consolidato tra il Collegio Alberoni e l’Università Cattolica del S. Cuore di Piacenza. Prima con la Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali fin dalla sua fondazione ed ora anche con le altre Facoltà che operano sempre più in sinergia interdisciplinare. 

Il convegno che si è svolto nella giornata del 10 ottobre nel salone degli Arazzi presso il Collegio Alberoni (e la contestuale mostra) dedicata alla biblioteca naturalistica di Fra’ Zaccaria e la botanica al Collegio Alberoni, è stato organizzato proprio con lo scopo di mostrare quanto questo legame culturale tra queste due istituzioni sia consolidato, e renda questo centro culturale posto alla periferia della città di Piacenza, un polo attrattivo ed un punto di riferimento storico- culturale tra i più significativi del nostro paese.

Nella sua introduzione Giorgio Braghieri Presidente dell’Opera Pia Alberoni (in precedenza era intervenuto per un breve saluto l’assessore Silvio Bisotti), ha spiegato che grazie a questa mostra dedicata agli Erbari e all’ hortus Siccus (148 tavole a colori di specie antiche ed esotiche e l’hortus siccus perfettamente conservato) di Fra’ Zaccaria, c’è a diposizione un percorso interdisciplinare scientifico, storico, didattico- formativo ed artistico straordinario, visitabile tra l’altro fino al 7 novembre sia all’Alberoni che al Museo civico di Storia naturale di via Scalabrini.

Nel secolo dei Lumi- ha chiarito Angelo Bianchi preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica Del Sacro Cuore, “il Collegio Alberoni rappresenta per volontà del Cardinale, un “unicum” nel panorama della formazione del clero, un istituto con peculiarità straordinarie che abbinava teologia, filosofia, cultura scientifica e scienze naturali, mentre gli altri seminari si limitavano (e non tutti) alla teologia ed agli aspetti morali, disciplinari e liturgici. All’Alberoni, dove si accedeva per concorso ogni tre anni, i nove anni di formazione consentivano un livello intellettuale adeguato alla cultura del secolo dei Lumi, con biblioteche, laboratori e strumentazioni, il tutto anche nei secoli successivi, in un fervore di studi ed una rete di collegamenti internazionali”.

“Questo è il frutto- ha chiarito Lorenzo Morelli Preside della Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Università Cattolica Del Sacro Cuore- di un lavoro comune, interdisciplinare tra Istituti e Facoltà, la nostra nuova frontiera didattica”. Morelli ha ricordato la scelta di padre Gemelli per la Facoltà di Agraria a Piacenza, dove veramente fin dai primi del ‘900 si attuava una agricoltura (cattedre ambulanti e Consorzio agrario) innovativa, l’amicizia tra Gemelli e padre Rossi che consenti di far mettere a disposizione da parte dell’Opera Pia Alberoni, 25.000 mq. per realizzare la Facoltà di Agraria. Qui agli esordi si sperimentò la coltivazione del pomodoro e la sua trasformazione, un cammino lungo e fecondo che ci ha portato dagli erbari alla genetica molecolare, in una tradizione che si rinnova”.

E’ seguito l’intervento di Rossano Pazzagli del Dipartimento di Bioscienze e Territorio dell’Università Degli Studi Del Molise che ha trattato delle “Italie Agricole”: Sistemi agrari e paesaggio nell’ Italia Moderna, quindi Ugo Baldini del Dipartimento di Studi storici e politici dell’Università degli Studi di Padova ha esaminato “L'insegnamento scientifico all’Alberoni nel ‘700: le linee generali. 

Gianpiero Fumi del dipartimento di Storia dell'economia, società e scienze del territorio dell’Università Cattolica del Sacro Cuore ha parlato di “Botanica e agricoltura. Dal Collegio Alberoni all’agronomia a Piacenza tra Sette e Ottocento. 

Nicolangelo D'Acunto e Antonio Manco del dipartimento di Studi medievali, umanistici e Rinascimentali dell’Università Cattolica hanno trattato dell’insegnamento delle Scienze nel Collegio Alberoni con particolare riferimento alle lezioni Di Giandomenico Cravosio.

Adriano Marocco e Roberta Salvi del Dipartimento di Scienze delle produzioni vegetali sostenibili della Cattolica hanno spiegato delle “Biblioteche di Piante: gli erbari e l’hortus siccus  di Fra Zaccaria. 

Maria Rosa Pezza ricercatrice presso Il Collegio Alberoni ha esaminato il giardino botanico e la spezieria del Collegio Alberoni, mentre Carlo Francou e Enrico Romani del Museo Civico di Storia naturale di Piacenza hanno trattato del l’erbario “Flora Italiae Superioris” del Museo. 

Infine  Paolo Iacopini Vice Presidente Associazione Laureati In Scienze Agrarie e Forestali Di Piacenza (Alsaf), organizzatore con Cattolica e Opera Pia Alberoni del convegno, ha parlato del prato stabile presso il Collegio Alberoni. 

E’ seguita l’inaugurazione con un affascinante percorso tra tavole illustrate, libri antichi ed erbari secchi e dipinti. La mostra intende presentare la figura e la biblioteca naturalistica di Fra Zaccaria da Piacenza, religioso e botanico di gran fama, e approfondire il clima e il contesto culturale e scientifico che contribuì alla compilazione delle lezioni di botanica di Giandomenico Cravosio.

L’itinerario espositivo dedica inoltre una specifica sezione a un’altra eccellenza del patrimonio storico scientifico piacentino: il fondo naturalistico “flora italiae superioris” del Museo civico di storia naturale, composto negli anni seguenti la morte di Fra Zaccaria.

Riattualizza la storia botanica piacentina un’opera d’arte contemporanea realizzata, appositamente per questo evento espositivo, da Ugo Locatelli. Esposizione dal 10 ottobre al 7 novembre 2015. In continuità con hortus siccus, dal 3 dicembre nelle sale del museo civico di storia naturale, sarà aperta la mostra plantae sentieri sensibili a cura di Ugo Locatelli. Il progetto è finalizzato a promuovere la diffusione della cultura scientifico-estetica, intesa come cultura delle scienze naturali ed in particolare come scoperta delle qualità del mondo vegetale.

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