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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Cronaca

I disabili che attendono le terapie: «Passerà ancora tempo prima di tornare in acqua»

Idrokinesi al centro Inacqua, sbloccata la convenzione ma rimangono altri problemi. Rabboni: «Serve l’ok del fisiatra, ma c’è chi deve attendere un paio di mesi per la visita. Così non va»

«Sì, le terapie in acqua sono state sbloccate, ma i problemi rimangono». Così i familiari dei ragazzi disabili accolgono con favore la ripartenza della convenzione con Ausl per l’idrokinesi al centro Inacqua. Però, fanno sapere i diretti interessati, prima che i disabili tocchino l’acqua nei termini della convenzione, trascorrerà ancora molto tempo. «Bisogna comunque passare attraverso l’ok dei fisiatri – spiega un familiare, preoccupato per le condizioni della sorella – e i tempi d’attesa sono lunghissimi. Ho prenotato la visita, che mi è stata concessa per luglio. Contando che ad agosto il centro rimarrà chiuso, se tutto va bene l’attività riprenderà a settembre. Se poi la pandemia si farà sentire ancora, richiuderanno ancora una volta tutto?».

La stessa lamentela viene riportata dal consigliere comunale Francesco Rabboni (Forza Italia), che ha la delega alla disabilità. «Bisogna snellire questa situazione. Non possiamo aspettare un paio di mesi per le visite fisiatriche. Queste persone devono tornare in acqua al più presto. Ci sono ragazzi che hanno perso anche 17 sedute di terapie in questi mesi. Senza le terapie si aggrava la condizione di salute. Dovremmo recuperare il tempo perduto in questa delicata fase, non prolungare l’attesa ulteriormente. L’Ausl dovrebbe andare incontro a tutte queste famiglie, anche perché le terapie a secco promesse in sostituzione di quelle in acqua, non si sono mai viste in queste settimane».

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