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Lunedì, 23 Maggio 2022
Inchiesta per corruzione

I lavori della Provincia al Raineri-Marcora: «Ingegnè io ci devo dargli un piccolo pensiero…»

La fitta rete di contatti dell’imprenditore Susino, arrestato dai carabinieri nell'inchiesta per corruzione, arriva fino all’ente di via Garibaldi. Arrestato anche l'ingegner Stefano Pozzoli per due lavori che riguardano la scuola

Ottenuto il “dominio” dell’Alta Valtrebbia e dell’Unione montana, le intenzioni di Nunzio Susino sarebbero state quelle di estendere la propria "influenza" anche agli enti più importanti. Secondo la Procura di Piacenza l’imprenditore gelese, arrestato dai carabinieri nella maxi inchiesta per corruzione, riesce ad entrare in contratto, nella primavera del 2019, con l’ingegner Stefano Pozzoli, dirigente della Provincia di Piacenza. Secondo i pm di Piacenza il dirigente (ora agli arresti domiciliari) avrebbe favorito Susino nell’appalto - un affidamento diretto - da 96mila euro per la palestra dell’istituto “Raineri Marcora”, permettendogli di ottenerla con un ribasso dell’1%. Sotto la lente della Procura anche altri lavori da 23mila euro – sempre in affidamento diretto - in quell’istituto per l’ottimizzazione delle acque meteoriche. In cambio di una «dazione di denaro» si legge nell'ordinanza di custodia cautelare.

È lo stesso Susino, intercettato al telefono dai carabinieri, a spiegare al sindaco di Cerignale, Massimo Castelli, di aver ottenuto degli appalti grazie a Pozzoli, che prima non conosceva: «si è comportato bene con noi». Per questo affermerebbe di voler ripagare l’ingegnere con «un regalino buono».

Durante i lavori, l’impianto elettrico del tetto della palestra della scuola, secondo Susino, sarebbe da rifare. Tuttavia per le “interferenze di cantiere” la Provincia ha a disposizione solo mille euro, mentre l’impianto nuovo costerebbe sui 3500 euro. Secondo i magistrati Susino lo rifarà senza avere fondi a disposizione, per fare bella figura con il committente. In cambio avrebbe puntato ad essere accontentato con il secondo stralcio di lavori da 23mila euro. 

In tutto questo il dirigente non chiede nulla, ma l’imprenditore si sente in debito. Però ha paura delle telecamere presenti nella sede della Provincia di via Garibaldi, dove è situato l’ufficio di Pozzoli. «Ingegnè io ci devo dargli un piccolo pensiero... E... non so se farcelo là... telecamere, cose» sentono i carabinieri nelle intercettazioni. Pozzoli è titubante, ma poi esclama: «Allora è meglio che li metto da parte!». L’imprenditore siciliano, trapiantato in Valtrebbia da molti anni, avvisa degli accordi anche il sindaco di Marsaglia, Mauro Guarnieri che valuta la situazione: «Con quello lì adesso ti sei aperto una breccia sei a posto». L'obiettivo di Susino pare quello di far durare a lungo questa "collaborazione". 

Un’intercettazione del 4 dicembre, secondo i magistrati di Piacenza, conferma che l’ingegner Pozzoli avrebbe preso una busta di denaro. Susino spiega ad un’altra persona: «Siccome quando gli ho portato i soldi a quello... A Pozzoli». Per questo anche il dirigente dell'ente di via Garibaldi è finito agli arresti domiciliari.

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