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Cronaca

I Pendolari: ora paghiamo di più e ci svegliamo prima

L’avvio della nuova linea ferroviaria ad alta velocità tra Bologna e Milano e il contestuale cambio degli orari per la stagione invernale hanno scatenato le proteste dei pendolari. Ne abbiamo sentito qualcuno per capirne i motivi

Treni in ritardo, ma anche tariffe incomprensibili e continui cambi di classificazione dei treni, queste le proteste che compaiono sui blog dei comitati dei pendolari. La nostra regione è una delle più colpite da questi disagi.

Per lasciare spazio ai convogli Frecciarossa dell’alta velocità Bologna-Milano, i treni regionali registrano ritardi medi compresi tra i 10 ed i 20 minuti. E per la linea Piacenza-Milano, le cose sono ancora più complicate.

I piacentini pagano il fatto di essere gente di confine, infatti i loro treni sono di competenza di due regioni ed i disservizi si moltiplicano a discapito dei pendolari. L’unica certezza è che per percorrere i 72 chilometri che separano Piacenza da Milano si impiegano dai 10 ai 15 minuti in più.

A darci conferma di un peggioramento della situazione generale sono i due pendolari che abbiamo intervistato.

Francesco che prende il treno da Piacenza per raggiungere Milano, è costretto a districarsi tra aumenti delle tariffe, treni in ritardo e coincidenze perdute. Ho 39 anni, - ci dice – ed ho dei problemi a capire tutti questi cambiamenti: il mio vecchio abbonamento non mi permette di prendere gli stessi treni perché alcuni hanno cambiato nome ed aumentato la tariffa. Inoltre, prima prendevo il treno regionale Piacenza-Milano delle 7,19, ma adesso è stato soppresso. Se ho notato cambiamenti? Certo i treni sono sporchi e più lenti di prima ed io devo svegliarmi prima al mattino per andare al lavoro. Questi sono gli unici cambiamenti che ho notato”.

Della stessa opinione è Sabrina, una studentessa di Parma che frequenta l’Università a Milano. Con il nuovo orario  - ci dice - sono costretta ad alzarmi prima per poter raggiungere in tempo l’Università, sperando naturalmente che il treno non abbia ritardi come è successo invece lunedì. La situazione è peggiorata. Insieme ad altri studenti abbiamo segnalato questi disagi, ma non abbiamo ottenuto risposta: le Ferrovie e la Regione di rimpallano le responsabilità.

In effetti, consultando in nuovi orari entrati in vigore il quadro che ne esce non è di certo roseo. Prendendo in esame le fasce orarie tipiche dei pendolari (tra le 7 e le 8,30 del mattino e dalle 5 alle 7 del pomeriggio), la prima cosa che si nota è il calo dell’offerta. Nella fascia oraria del mattino i treni sono passati da 5 a 2, in quella pomeridiana da 5 a 3. Per valutare l’impatto del nuovo orario sul servizio offerto è indicativo il caso dell’ Ic 552 Tacito in partenza da Parma alle 7,36 del mattino, il treno maggiormente usato dai pendolari che quotidianamente si recano a Milano.

Dal 15 dicembre questo convoglio ha cambiato denominazione passando da Intercity Plus a Eurostar City. Guardando gli orari si nota che questo treno ha aumentato il tempo di percorrenza da Parma a Milano passando da 1h 19’ a 1h 34’ ed è aumentato di oltre il 20% il prezzo del biglietto. E tutto questo in barba al blocco delle tariffe, previsto dal governo nei provvedimenti anticrisi.
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