I pontieri piacentini festeggiano il 4 novembre con l'impegno nelle zone terremotate

I pontieri del 2° reggimento hanno festeggiato il IV novembre nel nome della solidarietà: una trentina di loro, infatti, sono impegnati nell'aiuto alle popolazioni terremotate di Umbria e Lazio

Il nulceo dei Pontieri piacetnini che ha costruito il ponte ad Amatrice

I pontieri del 2° reggimento hanno festeggiato il IV novembre nel nome della solidarietà: una trentina di loro, infatti, sono impegnati nell’aiuto alle popolazioni terremotate di Umbria e Lazio. Nella giornata di festa dell’unità nazionale e delle Forze armate, i soldati hanno aperto le porte della loro caserma ai cittadini e ad alcune scolaresche, mentre i loro commilitoni prestavano assistenza alle popolazioni di Amatrice (Rieti) e a Foligno (Perugia), nelle aree colpite dalle violente scosse che non sembrano più fermarsi da agosto a oggi.

I soldati piacentini, ad Amatrice, hanno realizzato un ponte Bailey che da oltre un mese viene utilizzato dai cittadini della zone per i loto spostamenti. Uno strumento prezioso che garantisce la mobilità a chi è stato duramente colpito. Un ponte che è stato apprezzato dai cittadini e dai sindaci dei paesi limitrofi che hanno più volte ringraziato pubblicamente i genieri (che hanno ricevuto la visita anche del ministro della Difesa, Paola Pinotti). Alcuni genieri sono rimasti nella zona, per garantire la funzionalità del Bailey, mentre i loro colleghi sono attivi a Foligno. Dalla caserma Nicolai, i soldati, al comando del capitano Felice D’Arbore, hanno portato con loro alcune macchine movimento terra che vengono utilizzate nei paesi e nelle frazioni devastate dal terremoto.

In mattinata, invece, la caserma aperta ha visto la visita dei cittadini. Tanti anche gli studenti co i loro insegnanti, accolti dal capitano Pietro Pace, ufficiale addetto alla comunicazione. Nella piazza d’armi, i genieri hanno schierato alcuni dei mezzi impiegati nelle loro attività: un barchino, un Lince, camion e la strumentazione utilizzata dal Nucleo Eod (gli artificieri) per disinnescare gli ordigni esplosivi. Non è mancata, poi, la visita al sacrario, dove sono esposte divise d’epoca, fotografie dalla fine dell’800 a oggi, e lettere dei soldati.

I più gettonati sono stati il famoso Lince (il veicolo blindato trasporto truppe usato nelle varie missioni all’estero) e lo scafandro degli artificieri. A visitare i soldati - che hanno regalato ai bambini delle bandierine tricolori - sono state le scuole d’infanzia ed elementare Sant’Eufemia, oltre a San Lazzaro, Alberino e Don Minzoni. Per le scuole medie, erano presenti alcune classi della Dante e della Faustini.

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