«I ragazzi hanno ancora troppa paura di denunciare», potenziato il progetto antidroga

Il progetto Tempo d'Agire che vede il coinvolgimento dei carabinieri, della polizia e della Croce Rossa, è stato potenziato per raggiungere sempre più giovani nelle scuole. La presentazione alla Fondazione di Piacenza e Vigevano

«La collaborazione fra gli studenti è ancora scarsa: hanno paura di denunciare per il timore di essere etichettati e isolati, ma è proprio per questo motivo che dobbiamo fare sempre di più. Non possiamo permetterci di crescere giovani che hanno paura», a dirlo il questore Salvatore Arena alla presentazione del progetto Tempo d'Agire alla Fondazione di Piacenza e Vigevano. Il progetto che vede il coinvolgimento dei carabinieri, della polizia e della Croce Rossa, è stato potenziato per raggiungere sempre più giovani nelle scuole. 

L'attività nasce dalla necessità, sempre più impellente, di fare prevenzione. L'idea vincente è l’aver cambiato il modo di parlare di droga non solo con i ragazzi, ma anche con i loro genitori e con gli insegnanti, fornendo non solo stimoli educativi, ma anche informazioni dal punto di vista legale (e giuridico) oltre che sanitario. “Tempo d’agire” è riuscito e quest’anno l’esperimento di entrare nelle scuole medie in squadra - educatori dell’associazione “La Ricerca” insieme a carabinieri, agenti di polizia e volontari della Croce Rossa Italiana - per parlare di droga in maniera diversa, attraverso nuove forme di dialogo aperto con studenti, insegnanti e genitori è diventato un progetto che – grazie al sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano – è stato ampliato ad altri istituti scolastici di città e provincia fino a coinvolgere 250 studenti delle scuole medie, 440 famiglie, 50 insegnanti e 50 tra poliziotti e carabinieri, e una quarantina di volontari tra PaCe-La Ricerca e Croce Rossa Italiana. 

Gli obiettivi sono aumentare la conoscenza fra i giovani in merito ai comportamenti legali e illegali vicini alle abitudini di vita dei giovani, soprattutto legati all’uso di sostanze (fumo e alcol e cannabinoidi, comprendere l’importanza del ruolo delle forze dell’ordine, aumentare le competenze dei genitori sulla responsabilità educativa e sulla capacità di intervenire tempestivamente ai primi segnali di disagio, favorire l’interesse nei giovani per una maggiore partecipazione e consapevolezza,  e aumentare le competenze comunicative degli operatori delle Forze dell’Ordine per favorire l’approccio con i giovani sul tema dell’utilizzo di sostanze. 

Nel progetto saranno coinvolte le scuole Dante Carducci, Italo Calvino e l'istituto comprensivo di Cadeo, Pontenure e Cortemaggiore.  Inoltre, per quanto concerne una parte più prettamente centrata sugli sportelli dell’ascolto saranno coinvolte anche sei scuole superiori del territorio (fino a raggiungere oltre un migliaio di studenti in tutto, fra istituti di primo e secondo grado): Istituto tecnico per geometri Tramello, Liceo artistico Cassinari, Istituto professionale Leonardo da Vinci, Liceo Colombini, Istituto professionale Casali, Istituto tecnico industriale Marconi. 

«Si tratta di un progetto che per la prima volta ci permette di intercettare studenti che sono ancora bambini e quindi più aperti al dialogo. E' uno strumento che ci permettte di confrontarci sulle droghe prima che i ragazzi possano venire a contatto con quel mondo senza strumenti», ha dichiarato il comandante provinciale dell'Arma, il colonnello Corrado Scattaretico. Gli fa eco anche Alessandro Guidotti, presidente della Croce Rossa di Piacenza: «Metteremo in campo giovani volontari proprio perché la comunicazione tra persone più o meno della stessa età, è sicuramente più semplice». «Fieri ed entusiasti di poter rendere possibile questo progetto», ha dichiarato il presidente della Fondazione Massimo Toscani. 

SPORTELLO DI ASCOLTO DIPENDENZE SUL TERRITORIO  - Nella sede dell’Associazione “La Ricerca”, in Stradone Farnese a Piacenza, è attivo il servizio PAD, Punto Ascolto Dipendenze. Lo sportello di ascolto è specificatamente rivolto alle persone che direttamente o indirettamente incontrano problematiche legate all’uso di sostanze stupefacenti. Orienta e sostiene le persone che utilizzano sostanze nell’analisi del problema e nella ricerca di possibili soluzioni. Fornisce strumenti e occasioni di confronto per raggiungere un’adeguata consapevolezza della problematica della tossicodipendenza. Offre informazioni per cogliere i segnali che talvolta sono indicatori di una situazione di disagio e/o di un’assunzione di sostanze stupefacenti. Individua una risposta idonea al bisogno espresso e indirizza la persona verso i servizi competenti presenti nel territorio.  Anche a seguito degli intereventi di prevenzione primaria, ma anche di informazione e sensibilizzazione realizzati nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, si vuole mettere a diposizione del territorio un operatore per un totale di 60 colloqui nell’arco di un anno.  Possono accedere gratuitamente al PAD, giovani, parenti, genitori ed altri adulti di riferimento che si trovino ad affrontare situazioni relativa alla dipendenza da sostanze.  Il PAD è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 17:30. 

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