Cronaca

«I test sierologici alle forze dell'ordine sono stati disposti dalla Regione Emilia Romagna»

«Corre l’obbligo a queste organizzazioni sindacali, Sim Carabinieri, Sap e Sim guardia di finanza, al fine di fugare alcune speculazioni che stanno avvenendo da parte di un sindacato nella provincia di Piacenza, fornire alcune precisazioni. Innanzitutto, appare facile comprendere che quanto scritto nel comunicato precedente, fa riferimento alla situazione della regione nella sua globalità, e nello stesso tempo, si rivolge agli amministratori per gli operatori delle tre forze di polizia firmatarie, non entrando per tanto nello specifico delle varie situazioni provinciali». Il comunicato è una replica a quello del segretario provinciale del Siap, Sandro Chiaravalloti.

«Piacenza - spiegano i sindacati - fa parte della regione Emilia-Romagna ed è uno tra i territori maggiormente colpiti dalla pandemia COVID-19, in tale territorio le amministrazioni locali, l’azienda sanitaria, la popolazione e i gli operatori delle forze dell’ordine non si sono risparmiati al fine di contenere il virus, con compattezza e sostegno reciproco. Ad oggi, sicuramente con profondo impegno e massimo sforzo da parte degli uffici sanitari, gli operatori della Polizia di Stato che sono stati sottoposti a test sierologico per uno screening sono circa una ventina, come per la Guardia di Finanza, mentre per gli appartenenti all’Arma dei Carabinieri tali operazioni non hanno ancora avuto inizio. Questo lo diciamo, per completezza di informazione, per la sicurezza di tutte operatrici e gli operatori, per una più serena ripresa della normalità, al fine di compattare ancora di più quella vicinanza verso le forze dell'ordine creatasi in questo momento di emergenza».

«Vogliamo infatti ricordare - concludono -  che le donne e gli uomini in divisa, oltre a produrre sicurezza sul territorio, sono madri, padri, figli, figlie e come tali soffrono le stesse difficoltà di ogni cittadino e nella gestione dell’emergenza in famiglia. Per quanto riguarda la questione di sottoporre le forze dell’ordine al vaccino come cavie o come modalità d’uso compassionevole, va fatto presente che la notizia è inserita nel sito del Ministero della Salute e che grazie al SAP vi è stata la prima smentita da parte del Dipartimento della P.S. Spiace per tanto, venire additati di mala informazione, da chi evidentemente non è informato sul quadro generale e ha informazioni parziali o in malafede».

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