«I tirocini? Utilizzati per abbassare il costo del lavoro»

La Cgil lancia la campagna "Tirocini: Vediamoci Chiaro", un percorso di ascolto e partecipazione dei giovani tirocinanti per provare a capire se questo sia davvero uno strumento di formazione, orientamento e inserimento nel mondo del lavoro oppure semplicemente una ulteriore forma di sfruttamento

Alberto Zucconi, 28enne responsabile del servizio Sol Cgil di Piacenza

La Cgil di Piacenza lancia la campagna “Tirocini: Vediamoci Chiaro”, un percorso di ascolto e partecipazione dei giovani tirocinanti (e non solo giovani...) per provare a capire, a partire dal punto di vista di chi ha vissuto questa esperienza in prima persona, se il tirocinio sia davvero uno strumento di formazione, orientamento e inserimento nel mondo del lavoro oppure semplicemente una ulteriore forma di sfruttamento.  “Entro il 15 settembre è possibile compilare un questionario anonimo, sia online che fisicamente, prendendo appuntamento in Camera del Lavoro. I tirocini hanno riguardato centinaia di giovani piacentini e le notizie che stanno emergendo attorno ai percorsi di formazione sono tutt'altro che confortanti” Spiega Alberto Zucconi, 28enne responsabile del servizio Sol Cgil di Piacenza. “Sulla carta, le intenzioni sono buone: dare competenze a giovani che si affacciano nel mondo del lavoro. Ma in molti casi l'istituto del tirocinio è stato usato in malo modo. Fatta la legge, trovato l'inganno” sostiene Zucconi. “Il tirocinio è divenuto uno dei principali canali di inserimento nel mondo del lavoro. Come Cgil denunciamo da anni l'abuso dell'istituto e abbiamo chiesto  un sistema di norme certe che prevedesse diritti e tutele chiare e un sistema di monitoraggio e controllo effettivo affinché possa essere per i giovani una vera opportunità e non l'ennesima forma di sfruttamento”.  Nel tempo, l'evidenza del fenomeno dell'uso distorto dello strumento ha determinato la moltiplicazione di denunce che hanno evidenziato di volta in volta casi di tirocini paradossali che mascherano forme di lavoro vero e proprio che talvolta sfociano in veri e propri abusi, con tirocinanti costretti a fare turni massacranti e mansioni che non hanno niente di formativo. 

“A tre anni di distanza dall'accordo in conferenza Stato-Regioni che recepiva le cosiddette “Linee-guida Fornero in materia di Tirocini”(Legge 92/2012) ed esplicitava in modo chiaro l'obiettivo di qualificare il tirocinio e limitare i frequenti abusi, occorre rivedere la strategia complessiva perché  l'obiettivo purtroppo non è stato raggiunto”. Il complesso meccanismo dei pagamenti dei tirocini, che prevede il coinvolgimento delle regioni e dell'INPS, è una delle criticità presenti. “Emergono esperienze positive di aziende che offrono tirocini formativi di qualità. Anche per valorizzare le aziende virtuose abbiamo deciso di lanciare la campagna “Tirocini: vediamoci chiaro” e per questo chiediamo ai giovani piacentini di compilare il questionario” conclude il dirigente sindacale piacentino.

A chi si rivolge la ricerca

La ricerca “Tirocini. Vediamoci Chiaro!” è rivolta ai tirocinanti di ogni età, condizione e settore. L'obiettivo è quello di indagare la condizione di chi ha svolto un Tirocinio Extracurriculare.

Metodologia

L’indagine sarà condotta tramite un questionario distribuito on-line e in forma cartacea attraverso il quale saranno indagati i principali aspetti che caratterizzano l'esperienza di tirocinio: il progetto formativo, il rimborso economico, le condizioni materiali, il rapporto con i tutor, gli eventuali abusi. Il questionario è rigorosamente anonimo e i dati saranno analizzati in maniera aggregata. 

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