I vigili del fuoco non ce la fanno più: «A rischio c'è la sicurezza di tutti». Proclamate dodici ore di sciopero

I loro sindacati lo denunciano da tempo: a Piacenza mancano vigili del fuoco e a rischio ci sono i servizi di emergenza, la sicurezza dei cittadini e quella del corpo stesso. Conapo e Cgil indicono una giornata di sciopero per la prima volta dopo anni

Il cortile della caserma dei vigili del fuoco di Piacenza

I loro sindacati lo denunciano da molto tempo: a Piacenza mancano vigili del fuoco e a rischio ci sono i servizi di emergenza, la sicurezza dei cittadini e quella del corpo stesso. Sono intervenuti in tanti, tra i quali i parlamentari delle Lega Pietro Pisani ed Elena Murelli, Katia Tarasconi, consigliere regionale Pd, alcuni assessori e anche il prefetto Maurizio Falco aveva scritto al ministero dell'Interno: «Davanti al grido di aiuto e al rischio di chiusura, per mancanza di personale, di distaccamenti come quello di Castelsangiovanni - spiega il prefetto - ho sentito come un preciso dovere quello non solo di segnalare questa situazione a livello centrale, ma anche di spiegare il perché: la valenza di una richiesta è infatti nella sua motivazione».

Adesso i vigili del fuoco però non ci stanno più e hanno proclamato, dopo lo stato di agitazione del 18 febbraio, dopo il tentativo di conciliazione dell'11 marzo, uno sciopero per la giornata dell'11 aprile delle 8 alle 20. «Non avendo ricevuto le necessarie garanzie da parte dell’ amministrazione circa l’organico del comando di Piacenza per poter garantire un efficace dispositivo di soccorso e la doverosa sicurezza per gli operatori, indiciamo per la prima volta uno sciopero», si legge in una nota congiunta del Conapo e della Cgil provinciali. 

«La situazione dell’organico attuale spesso non consente di predisporre più di una squadra al giorno e spesso solo un mezzo di appoggio (autoscala, autobotte autogru ecc.) il che implica il fatto che una volta risposto alla prima richiesta di soccorso, qualora vi fosse un’altra criticità in atto i tempi di risposta potrebbero non essere ammissibili», scriveva  il responsabile provinciale Conapo, Massimiliano Clini al sindaco Patrizia Barbieri l'8 febbraio (l'altra richiesta di aiuto era arrivata il 3 dicembre, anche per la messa in sicurezza della strada Valnure in corrispondenza della caserma).  «Il problema  - proseguiva - ovviamente si ripercuote anche sui nostri distaccamenti provinciali i quali sempre più spesso, per garantire la necessaria copertura alla centrale, potrebbero dover sguarnire la sede con tutte le ovvie criticità che ciò comporterebbe».

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«La situazione attuale potrebbe non consentirci di garantire il soccorso tecnico urgente con la rapidità e l’efficacia che ci contraddistingue da sempre. Siamo convinti che i cittadini debbano sapere che nella sfortuna debbano sperare di essere i primi ad essere soccorsi in quanto, qualora non lo fossero, i tempi di intervento si potrebbero dilatare in modo inaccettabile. Inoltre, come peraltro già sottolineato in precedenza, l'anzianità dei nostri mezzi di soccorso e le frequenti necessarie manutenzioni che questa problematica comporta, ci porta sempre più spesso ad effettuare gli interventi con macchine che hanno alle spalle 25 anni di onorata carriera e che ovviamente non garantiscono la necessaria affidabilità, oppure a dover sguarnire alcune sedi per mancanza degli stessi. Accenniamo solamente al fatto che una diretta conseguenza di tutto quello che le abbiamo esposto in precedenza, espone senza alcun dubbio il personale del comando ad un maggior rischio di infortuni in quanto lo stesso si troverà nella scomoda situazione di dovere e volere dare il consueto contributo al cittadino con risorse limitate e a volte non adeguate rischiando oltre il lecito».

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