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Martedì, 16 Agosto 2022
Cronaca

I volontari di Anpas in Centro Italia: «Non inviate più alimenti e vestiti»

Passata la prima fase di emergenza post terremoto, durante la quale i soccorritori impiegano forze ed energie per assistere la popolazione, ora l’attenzione si concentra sulla gestione dei campi per l’accoglienza

Passata la prima fase di emergenza, durante la quale i soccorritori impiegano forze ed energie per assistere la popolazione, ora l’attenzione si concentra sulla gestione dei campi per l’accoglienza. Con questo scopo Paolo Rebecchi, responsabile regionale di Protezione Civile di Anpas Emila-Romagna e coordinatore del comitato di Piacenza, si è recato in centro Italia insieme a un team di volontari per valutare quali siano le necessità da affrontare nei prossimi giorni e quali siano gli sviluppi dei campi di accoglienza gestiti dall’Associazione Nazionale delle Pubbliche Assistenze. “Siamo venuti per partecipare a un briefing presso il campo gestito da Anpas Nazionale” afferma Rebecchi “È ormai evidente come la tendopoli allestita ad Amatrice debba mutare la sua disposizione. I materiali tecnici hanno già fatto spazio a nuove tende per poter garantire l’accoglienza a un numero maggiore di persone”. Il meteo rappresenta un ulteriore fonte di preoccupazione: la temperatura rigida della notte e la collocazione del campo, forzatamente allestito sul terreno, obbligheranno Anpas a trovare soluzioni per rendere più confortevole la permanenza degli sfollati. “Anche se i volontari continuano incessantemente a lavorare svolgendo ogni attività necessaria, dal soccorso sanitario sino alle attività in mensa o la pulizia” continua Rebecchi “il nostro pensiero è sempre rivolto alle persone. Vogliamo rendere questa difficile situazione il più agevole possibile alla popolazione. Il nostro compito è alleviare le criticità di questa drammatica situazione, sotto ogni aspetto”. Sensibilità dimostrata da Anpas sopratutto con le fasce di popolazione più deboli: i bambini e gli anziani. È già funzionante la tenda allestita appositamente per il gioco, dove i bambini, grazie a educatori formati, possono dimenticare o quantomeno alleviare l’incubo appena vissuto attraverso il gioco. Un’altra, di futuro allestimento, vedrà invece il coinvolgimento degli anziani con lo stesso scopo della prima. Negli scorsi giorni le istituzioni impegnate sul sisma hanno elogiato l’organizzazione dei campi allestiti da Anpas, complimentandosi con l’associazione dei volontari per l’ottima gestione, per gli aspetti di pulizia e la particolare cura nella cucina. Come previsto già nelle prime ore la quantità di generi di prima necessità è ampiamente sufficiente e nonostante i numerosi appelli rivolti continuano ad essere organizzate raccolte di alimenti e vestiti. Per questo Anpas chiede di non avviare ulteriori iniziative di questo tipo che potrebbero causare una congestione di materiale presso le tendopoli e i magazzini, mettendo in crisi non solo i volontari ma tutto il sistema di gestione di queste risorse. “Continuiamo a divulgare l’appello a non raccogliere alcun tipo di bene di prima necessità” afferma Paolo Rebecchi “Il rischio è che tutto il sistema di Protezione Civile si trovi costretto a smaltire, e quindi gettare, alimenti o indumenti che i sistemi di stoccaggio non riescono a recepire e conservare come dovrebbero. Questa situazione è momentanea, stiamo facendo un censimento di ciò che manca presso i campi. Chi vorrà dare una mano avrà così modo di concentrare la ricerca di materiali specifici, avviando raccolte mirate”. 

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