Ikea, alcuni operai del Si Cobas in comune da Dosi: «Combatteremo contro i licenziamenti»

Un gruppo dei 24 lavoratori di San Martino licenziati, nella mattina del 26 maggio, è stato ricevuto dal sindaco Paolo Dosi in municipio. Dosi: «Da sindaco parlo con tutti ma non possiamo tollerare la violenza». I Cobas: «Non siamo facinorosi. Abbiamo fatto ricorso al tribunale del Lavoro e non escludiamo scioperi e blocchi»

I lavoratori del Si Cobas davanti al municipio

Vicenda Ikea, sono 24 in tutto i lavoratori della cooperativa San Martino che lavoravano in Ikea, licenziati per motivi disciplinari nei giorni scorsi. In tutto erano 33 gli operai raggiunti dalla lettera di richiamo, i 9 non licenziati, nei prossimi giorni, dopo un periodo di sospensione dal lavoro rientreranno nel magazzino. Mentre gli altri 24 presenteranno ricorso al tribunale del Lavoro.

Un gruppo dei licenziati nella mattina del 26 maggio, è stato ricevuto dal sindaco Paolo Dosi in municipio. Così il primo cittadino: «Mi hanno chiesto un incontro per parlare delle loro difficoltà e della situazione che stanno affrontando. Ho detto chiaramente che è prerogativa del mio ruolo incontrare tutti e così ho fatto ma non posso passare sopra alle modalità coercitive di questo periodo che hanno impedito a molti lavoratori, contrari alla protesta, di entrare al magazzino. Se vorranno un tavolo siamo disponibili ma solo senza violenza. Di questo incontro e delle loro istanze informerò la San Martino e Ikea, ma di più per ora non si può fare».

Dal canto loro i Si Cobas sostengono che il sindaco non abbia dato loro risposte esaustive: «Quando gli abbiamo chiesto il motivo per cui avesse chiamato solo i lavoratori di Ikea e San Martino contrari alla nostra protesta, e non noi, non ha saputo rispondere. Non siamo violenti o facinorosi come qualcuno ci dipinge, vogliamo solo far valere i nostri diritti». «Nella mattinata del 26 maggio - continua Bruno Scagnelli, delegato del sindacato autonomo che fa parte dei 24 licenziati - sono partite le lettere di ricorso per questi licenziamenti che riteniamo ingiusti. Nei prossimi giorni aspetteremo l'esito e vedremo il da farsi. Ovviamente non possiamo escludere ancora scioperi, boicottaggi e blocchi».

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