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Cronaca Porta Galera / Via Giulio Alberoni

Ikea, corteo in centro: «La lotta ora è contro i licenziamenti»

Circa 130 tra facchini, centri sociali e movimenti di sinistra hanno sfilato per il centro. Traffico bloccato. Nessun problema di ordine pubblico, tanti gli slogan. Milani e Mainardi: «Ikea vi sta ricattando, non è vero che è in crisi»

Il corteo di quella parte di lavoratori dell'Ikea che da giorni ormai sta portando avanti un braccio di ferro a suon di scioperi e picchetti è passato indenne. Nessun problema di ordine pubblico, fortunatamente. Solo disagi al traffico e autobus bloccati. E la cosa non era scontata, dopo gli scontri del 2 novembre scorso davanti ai cancelli del deposito centrale di via Torre della Razza. Tanti slogan scanditi lungo il percorso attraverso il centro della città, partendo dai giardini Margherita fino a piazzale Genova passando per piazza Cavalli e corso Vittorio Emanuele. In testa al corteo c'era, in mezzo ai lavoratori e anche a qualche bambino figlio dei marocchini in protesta, il sindacalista Aldo Milani del Si Cobas, la sigla che appoggia in toto la protesta a oltranza e appoggiata dagli ambienti della sinistra, rappresentati nel corteo dai centri sociali arrivati da Milano e da altre città del nord. Per i piacentini c'era Carlo Pallavicini insieme ad alcuni simpatizzanti. In tutto circa 130 persone. Un corteo arrivato proprio nel giorni in cui Ikea, per salvare i flussi produttivi, ha deciso di licenziare 107 lavoratori (anche quelli che non hanno mai voluto né fare sciopero né protestare) delle cooperative che eseguono i lavori di facchinaggio nel polo piacentino del colosso svedese.

Lavoratori dell'Ikea in corteo in centro ©Gatti/IlPiacenza

Lavoratori dell'Ikea in corteo in centro ©bisa/ilPiacenza

«Quelli che hanno manifestato hanno esagerato e ora per colpa loro siamo rimasti tutti senza lavoro» tuonano i lavoratori che avrebbero voluto lavorare ma ai quali è stato impedito di entrare a causa dei picchetti. «Voi pensate che per quattro lavoratori che non entrano all'Ikea si possa mandare sul serio in crisi un'azienda?  - ha detto ironicamente Milani prendendo la parola prima del corteo - Andremo avanti con gli scioperi grazie anche a tanti nostri lavoratori che verranno a sostenere la protesta all'Ikea» «Quanto sta facendo Ikea con la sospensione del lavoro è una procedura di emergenza. Da terremoto - tuona Roberto Montanari di Rifondazione comunista - Diciamo la verità: Ikea non può permettersi di chiudere lo stabilimento di Piacenza perché non saprebbe dove andare, perché non avrebbe altri capannoni, e quindi questo che fanno è un ricatto. Atto odioso e vergognoso che riporta agli anni cinquanta quando non c'erano i diritti. Ikea non è in crisi come dicono. Dobbiamo estendere la lotta ai licenziamenti: questo è il vero obiettivo».

Francesco Milza, che rappresenta le cooperative, ha detto che si procederà in questi giorni con il tavolo di crisi insieme ai sindacati per attivare tutto gli ammortizzatori sociali del caso: «E' una situazione che si è prolungata troppo a lungo: sia il blocco dell'ingresso dei camion, sia il blocco di chi voleva lavorare. Ikea si è stufata. Non si è trovato un punto d'accordo perché qui ci sono rivendicazioni che vanno al di là della salvaguardia dei posti di lavoro. Qualcuno vuole fare diventare questa la battaglia della vita».

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