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Cronaca Centro Storico / Piazza dei Cavalli

Ikea, lavoratori in piazza con il sindaco: «Non vogliamo avere paura». Dosi e Trespidi: «Non trattiamo con loro»

Folla di lavoratori della San Martino e Ikea davanti a palazzo Mercanti. Il sindaco: «Stiamo trattando per farvi rientrare al lavoro». Critiche anche a Pallavicini: «Stai sbagliando, questa gente è nel torto marcio». In arrivo a Piacenza anche l'amministratore delegato di Ikea Italia

«Vogliamo andare a lavorare senza avere paura e senza dover subire minacce ogni volta». I lavoratori della cooperativa San Martino e di Ikea non ci stanno a fare da spettatori alla vicenda che li riguarda da vicino. Non ci stanno a non poter entrare al deposito di strada Torre della Razza per colpa dei blocchi organizzati da un gruppo di altri lavoratori che, insieme al Si Cobas, hanno dato vita nei giorni scorsi a forti proteste sfociate negli scontri con la polizia. Non ci stanno a tutto questo, e sono andati direttamente in piazza Cavalli a parlare con il sindaco. E lo stesso Paolo Dosi è dalla loro parte: parlando alla piccola folla assiepata davanti a palazzo Mercati, perde per un attimo la sua proverbiale flemma ed esclama al microfono: «L’amministrazione comunale di Piacenza non ha alcuna intenzione di trattare con questa gente».

Un anno e mezzo fa, quando sempre all’Ikea di Piacenza si era vissuta una situazione per certi versi molto simile, l’amministrazione aveva cercato di comporre la spaccatura che si era creata e, insieme alle altre parti sociali, aveva partecipato alle trattative. Questa volta però, secondo il sindaco, non ci sono più le condizioni per farlo: «E’ paradossale - ha detto Dosi - che voi siate qui oggi a chiedere di esercitare quello che è un vostro diritto. E’ paradossale che tutto ciò accada in un periodo storico in cui, ogni giorni, noi riceviamo in Comune decine di persone disperate alla ricerca di un lavoro e di una casa». 

Poi Dosi, sottolineando come questi lavoratori non siano consapevoli di quello che fanno perché sono strumentalizzati, si è rivolto ai sindacati: «Avete a vostra disposizione tutti gli strumenti per rivendicare eventuali diritti non riconosciuti, e sui quali non mi esprimo. Non discuto la legittima rivendicazione dei diritti dei lavoratori, ma sicuramente non è questo il modo. Questa amministrazione non ascolterà richieste di una legittimità non meritata». Detto questo, ha anche annunciato nelle prossime ore un incontro con il prefetto per «ripristinare al più presto le condizioni per farvi rientrare al lavoro».

Paolo Rebecchi, vicedirettore della San Martino, ha sottolineato il lavoro che è stato svolto da polizia e carabinieri, ringraziandoli per la loro attenzione, e annunciando anche l’imminente arrivo a Piacenza di Lars Peterson, amministratore delegato di Ikea Italia.

Ikea, i lavoratori della San Martino in piazza ©Bisa-Gatti/ilPiacenza

La parola è poi passata ad alcuni lavoratori. E nel mirino della critica è finito Carlo Pallavicini. «Non mi sembra giusto che un consigliere comunale possa prendere le difese di questa gente e non le nostre» ha detto una ragazza al microfono. Claudio Bersani ha poi rincarato la dose: «Caro Pallavicini, un anno e mezzo fa io e te eravamo dalla stessa parte nella lotta, ma quella era una situazione completamente diversa. Oggi le cose sono cambiate, la situazione stavolta è ribaltata perché le condizioni sono molto migliorate. Questa non è una battaglia politica, devi capirlo. Questa gente è nel torto marcio e non sono difendibili. Ci sono invece 500 persone che stanno rischiando il posto di lavoro».

Anche il presidente della Provincia, Massimo Trespidi, ha ricevuto in via Garibaldi i lavoratori e garantisce loro il massimo sostegno: «Prima di tutto voglio ringraziare le forze dell'ordine per il lavoro delicato che svolgono e che hanno svolto anche in questi giorni davanti ai cancelli. Chi vuole scioperare e manifestare ha tutto il diritto di farlo ma senza impedire a chi non vuole farlo di lavorare, invece in questi giorni si sono calpestati i diritti delle persone che non condividendo la protesta, volevano solo entrare a lavorare, e quindi esercitare un proprio diritto. Con questa gente non si tratta». E ancora: «E' assurdo che in un momento così difficile si faccia chiudere un'azienda che fa lavorare centinaia di persone. Vogliamo che Ikea rimanga a Piacenza perché è una realtà solida e importante. Chi ha compiuto dei reati in questa settimana deve essere individuato e deve pagare e infine le forze politiche che sostengono questi facinorosi si dovrebbero solo vergognare».

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