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Cronaca

Il 118 invade piazza Cavalli con le ambulanze: «Noi non ci arrendiamo»

Platea gremita per la manifestazione organizzata dal comitato spontaneo a difesa della centrale operativa del 118: «Volgiamo difendere questa eccellenza che è stata conquistata negli anni»

No alla chiusura del 118. Era abbastanza eloquente il cartello stampato sul parabrezza delle ambulanze di tutte le associazioni piacentine di soccorso che hanno invaso pacificamente piazza Cavalli per manifestare contro l'intenzione di accorpare la centrale di Piacenza Soccorso a Parma insieme a quella di Reggio Emilia. La platea era gremita (oltre mille persone) davanti al palco allestito dal comitato spontaneo di cittadini che proprio non ne vogliono sapere di perdere questa «eccellenza» come da tutti viene definita  e riconosciuta. E non hanno certo tutti i torti, visto che Piacenza ad esempio - tra i tanti meriti nel campo del soccorso - ha anche e soprattutto quello di aver creato il progetto Vita, il codice blu e la cultura del defibrillatore sulle strade.

La platea di politici era nutrita, in prima fila il sindaco Dosi: e poi assessori, consiglieri comunali e provinciali: una presenza politicamente trasversale da destra a sinistra, a testimonianza di come questo sia un problema che riguarda tutti indistintamente. Poi c'erano molti medici piacentini ospedalieri, i volontari di tutte le associazioni di soccorso, i responsabili del 118 di Piacenza, e molti dei professionisti sanitari che ogni giorno lavorano per il 118 di Piacenza: infermieri, autisti soccorritori e medici.
Paolo Rebecchi di Anpas, che ha condotto la serata insieme a Domenico Grassi, lo dice chiaro: “Noi non arretreremo di un solo passo dalla nostra posizione”. E scatta il meritato applauso dalla piazza.

IL VIDEO - L'INVASIONE DELLE AMBULANZE IN PIAZZA CAVALLI

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La cardiologa Daniela Aschieri, che insieme al dottor Alessandro Capucci ha ideato Progetto vita, oltre a menzionare ovviamente il sistema di cardioprotezione della città grazie alla rete dei defibrillatori e al codice blu, ha anche sottolineato altre importanti conquiste della sanità piacentina nell'emergenza: il protocollo sull'Ictus, il centro di formazione, la teletrasmissione degli ecg direttamente dai mezzi sanitari. Tutte peculiarità che, in caso di accorpamento, sarebbero seriamente a rischio, così come anche il sistema perfettamente integrato tra volontariato e professionisti.

I punti ribaditi nel dibattito e che il comitato vuole tassativamente preservare sono il mantenimento della sede della centrale 118 a Piacenza; nell’ipotesi di trasferimento della centrale, conservazione della governance del 118 locale direttamente a Piacenza, sia in termini di organigramma che di progettualità; autonomia che preveda la parificazione gerarchica tra la nuova centrale 118 ed il territorio piacentino; rivalutazione di quelle pubbliche assistenze che non hanno ottenuto l’accreditamento regionale ma che operano comunque sul territorio con efficienza; mantenimento del protocollo per l’attivazione del codice Blu in caso di sospetto arresto cardiaco.

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