Il bilancio della questura, boom di denunce nella logistica: 134 in un anno

«Un anno intenso che chiudiamo in attivo con la voglia di fare sempre meglio per la sicurezza  dei nostri cittadini», con queste parole il questore Savatore Arena ha presentato il bilancio delle attività del 2017

Da sinistra il capo di Gabinetto Filippo Sordi, il questore Salvatore Arena e il dirigente della Digos Stefano Vernelli

«Un anno intenso che chiudiamo in attivo con la voglia di fare sempre meglio per la sicurezza  dei nostri cittadini», con queste parole il questore Savatore Arena ha presentato il bilancio delle attività del 2017. Il lavoro dell'Upgsp (Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico), della squadra mobile, della Digos e dell'Anticrimine ha portato a 674 persone denunciate, 116 arresti, centinaia di veicoli e persone controllate. Nel dettaglio, hanno spiegato in questura, quelli della Mobile, guidati da Serena Pieri hanno arrestato 50 persone e denunciato 150 e hanno effettuato 101 perquisizioni, gli agenti delle volanti hanno all'attivo 66 arresti e 400 denunce, mentre la divisione anticrimine 41 fogli di via obbligatori, 22 avvisi orali, 2 proposte di sorveglianza speciale, 11 Daspo urbani (previsti dal Decreto Minniti). Particolare rilevanza va data al lavoro costante dei poliziotti della Digos, guidati da Stefano Vernelli. «E' stato un anno molto impegnativo, tante le vertenze sindacali che hanno interessato la logistica sia in città sia in provincia», ha spiegato il questore. In tutto sono state denunciate 134 persone di cui 114 per violenza privata  e 15 per manifestazione non autorizzata.  «La presenza costante sul territorio, almeno tre giorni a settimana, degli agenti del Reparto Prevenzione Crimine di Reggio Emilia è stata molto importante», ha continuato Arena. L'Rpc è un reparto che opera nell'ambito dell'attività di controllo del territorio in sinergia con gli equipaggi delle volanti, e rappresentano una grande risorsa strategica per tutte quelle realtà territoriali dove i fenomeni criminali particolarmente complessi, sono difficilmente aggredibili con le sole risorse locali.  «Abbiamo combattuto contro i reati predatori e quelli contro la persona ma anche contro lo spaccio di droga mettendo in campo tutte le risorse disponibili», fanno sapere. Piacenza, per la sua posizione strategica, spesso è stato un territorio preso di mira dalla cosiddetta criminalità di passaggio, quasi sempre straniera. «Stiamo lavorando insieme al sindaco Patrizia Barbieri e all'assessore alla Sicurezza Luca Zandonella - ha proseguito Arena - per rendere ancora più sicuro il territorio installando telecamere a lettura ottica intelligente sulle principali vie di accesso alla città così da contrastare la criminalità di passaggio e avere costantemente  il polso della situazione. Tutto ciò sarebbe reso più efficace dal dialogo tra i dispositivi cittadini e quelli già presenti in provincia». «E' importante, se non fondamentale - ha concluso - che i cittadini continuino a collaborare con noi denunciando». 




 

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