Il comandante della Municipale Poma: «Contratti e turn-over da rivedere, per avere più agenti motivati»

Sicurezza urbana al centro dell’incontro promosso da Anci regionale in Municipio

Il tema della sicurezza urbana è stato al centro dell'incontro che si è svolto questo pomeriggio in Municipio, promosso da Anci Emilia Romagna per affiancare e sostenere i Comuni nello sviluppo dei progetti finalizzati a migliorare interventi e strumenti di presidio e di controllo del territorio. All’incontro, denominato “L'impegno di Anci Emilia Romagna, a fianco dei Comuni, per la sicurezza del territorio, erano presenti, il sindaco Paolo Dosi, anche in qualità di presidente del Forum Italiano per la Sicurezza Urbana (Fisu), il comandante della Polizia Municipale Stefano Poma, sindaci e amministratori locali dei Comuni della provincia, rappresentanti delle forze di polizia e, per Anci Emilia-Romagna, il vice presidente vicario con delega alla Sicurezza e Polizia locale Fabio Fecci, il direttore Fabrizio Matteucci già sindaco della città di Ravenna, il direttore amministrativo Denise Ricciardi, il referente tecnico Polizia Municipale e comandante della Polizia Municipale di Castel Bolognese Stefano Manzelli e Antonio Assirelli, referente tecnico Sicurezza Urbana.

Il sindaco Paolo Dosi ha sottolineato come la sicurezza sia un tema caldo e di estrema attualità che coinvolge Comuni grandi e piccoli e condizione imprescindibile per garantire ai cittadini il pieno esercizio delle libertà riconosciute dal nostro ordinamento, in forma individuale e collettiva. “Diverse sono le sfide in questo settore – ha precisato il primo cittadino –, a partire dalla nuova legge regionale in materia e dalla definizione del potere contrattuale degli enti locali nei confronti dello Stato. Sul tema della sicurezza urbana è necessario che si faccia meno demagogia, mentre è fondamentale perseguire un cammino di confronto e di approfondimento in sinergia con le forze di polizia e gli altri Comuni, e lavorare insieme e impegnarsi per capire quali siano gli strumenti e le azioni utili che possono essere messe in campo come sindaci e polizia municipale. Non ci sono soluzioni facili, ma è fondamentale capire, tutti insieme, che cosa si può fare per migliorare”.

Fabio Fecci ha ribadito la necessità di sganciare dai vincoli del patto di stabilità che ingessano i Comuni la possibilità di assumere nuovi agenti di polizia municipale e fare investimenti per la sicurezza urbana. “Come è successo per la “Buona Scuola” - ha spiegato Fabio Fecci – anche per la sicurezza urbana è importante poter investire, includendo anche nella sicurezza urbana l'asfaltatura delle strade, i sistemi di video sorveglianza, le strumentazioni utili alla Municipale per individuare auto rubate, sottoposte a fermo amministrativo, non assicurate”. Durante l'incontro il comandante della Polizia Municipale di Piacenza Stefano Poma ha chiesto più strumenti a disposizione. «Faccio un esempio – ha detto il comandante -, quest’anno la nostra città ha ben due squadre in Lega Pro. Significa che ogni domenica per le partite del Pro Piacenza e del Piacenza Calcio la Questura ci chiede “rinforzi” per far fronte a tutte le attività di ordine e sicurezza. La domenica sarebbe il giorno di riposo dei nostri agenti, che per contratto non possono ricevere pagamenti degli straordinari se lavorano proprio nei giorni di riposo. Bisogna poter rivedere queste norme contrattuali, per avere agenti più motivati per le strade. Se c’è più personale in giro, operativo, aumenta la percezione di sicurezza della gente. Ci vuole inoltre più turn-over: il corpo di Polizia Municipale di Piacenza ha un’età media di oltre 50 anni. Non è la stessa cosa svegliare alle 3 di notte e mandare in tangenziale per un incidente stradale un agente 65enne rispetto a un 35enne...Queste cose le ho dette alla Regione: ci devono dare più strumenti, altrimenti certe attività non possiamo più farle».

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IL DOCUMENTO DELL'ANCI

L’impegno di Anci Emilia Romagna, a fianco dei Comuni, per la sicurezza del territorio

La sicurezza è una condizione imprescindibile per garantire ai cittadini il pieno esercizio delle libertà riconosciute dal nostro ordinamento, in forma individuale e collettiva. Il delicato tema, il cui presidio è costituito dal mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica, riguarda, più in generale, ogni attività finalizzata ad assicurare il rispetto delle norme che regolano la vita civile e il miglioramento delle condizioni di vivibilità, la convivenza civile e la coesione sociale. I sindaci e la polizia locale sono sempre più attratti al centro di questi temi ma purtroppo è sempre più evidente che la disciplina normativa non è più adeguata alle aspettative. Per queste ragioni Anci Emilia Romagna ha costituito un coordinamento regionale sulle problematiche della sicurezza che intende affiancare e sostenere i comuni nello sviluppo dei progetti finalizzati a migliorare gli interventi e gli strumenti di presidio e di controllo del territorio.

Nell’incontro di insediamento del comitato, il 5 aprile scorso, è stato presentato a Bologna il primo censimento regionale sui sistemi di videosorveglianza che ha evidenziato come gli investimenti sugli strumenti di videosorveglianza e sulla costruzione di reti integrate sono un elemento fondamentale per migliorare l’efficacia delle risposte. Per rendere più efficaci gli investimenti tecnologici e organizzativi in materia di videosorveglianza urbana è auspicabile che i comuni sviluppino le gestioni associate in ambiti territoriali omogenei. E’ poi opportuno che in ogni ambito territoriale si sviluppino protocolli di intesa tra gli enti locali e gli organi di vigilanza (presso le prefetture) per la migliore integrazione operativa. Il finanziamento di questi interventi ora può essere in qualche modo sostenuto anche dal codice della strada. Infatti i varchi di lettura targhe, attivabili in qualsiasi tratto stradale senza necessità di alcuna omologazione, consentono già di accertare la regolarità della copertura assicurativa e della revisione dei veicoli in circolazione. Sul fronte della sicurezza urbana merita attenzione la questione della segnalazione dei veicoli rubati. E’ già tecnicamente possibile collegare i varchi di lettura targhe alla banca dati aperta a tutti, disponibile sul web senza costi. In pratica tutti i mezzi che circolano sotto ad un varco possono essere verificati in tempo reale anche per quanto riguarda l'eventuale denuncia di furto. Questo sistema rappresenta già un ottimo strumento di monitoraggio del territorio. Specialmente se, previo accordo con la prefettura, l'allert che deriva dal passaggio di un possibile veicolo rubato può essere trasmesso anche alle centrali della polizia e dei carabinieri. Le telecamere ad altissima definizione rappresentano un altro fronte importante di sviluppo dei sistemi evoluti urbani di videosorveglianza. Investire nella qualità delle immagini significa offrire meno margine di manovra ai malintenzionati. I vincoli normativi sulla gestione degli  impianti sono noti. Il codice privacy permette una conservazione limitata delle riprese, fino ad un massimo di 7 giorni. I protocolli operativi da sottoscrivere con le prefetture permettono di agire anche su questo fronte, almeno per quanto riguarda la conservazione dei dati delle targhe. Come già evidenziato con la nota Anci Emilia-Romagna del 18 dicembre 2015 la prefettura di Piacenza in data 24 luglio 2015 ha sottoscritto un utile accordo per la corretta gestione circolare dei dati di lettura targhe.

L'Anci Emilia-Romagna, preso atto della delicatezza di questi temi, ritiene che sia necessario sostenere gli investimenti in materia di videosorveglianza urbana. Un primo passo deve essere fatto nella direzione di svincolare da ogni tipo di tetto di finanza locale le spese a favore della sicurezza. Chi ha risorse deve avere la possibilità di impiegarle senza che le norme lo impediscano. Occorre anche  evitare di sottrarre all'ente locale la titolarità di questi impianti per presunte insuperabili difficoltà di ordine normativo connesse alla gestione dei dati sui veicoli rubati da parte delle polizie municipali. Per migliorare i rapporti formali con le prefetture e potenziare al massimo l'attività dei comuni verrà richiesto a breve un incontro con il prefetto di Bologna, deputato al coordinamento degli altri rappresentati governativi. Oltre che in risorse strumentali occorre  anche investire su quelle umane e quindi  via libera alle assunzioni del personale preposto alla sicurezza, che non possono essere soggette  alla disciplina vincolistica attualmente in vigore. Questo deve valere per il personale dei Comuni in riferimento alla polizia locale, ma anche per il personale dello Stato, ossia per tutti gli appartenenti alle Forze dell’Ordine. E se il sistema pubblico non può arrivare ovunque, è necessario potenziare anche funzioni e qualificazione professionale della vigilanza privata, per una sua maggiore ed opportuna integrazione con le istituzioni preposte, coinvolgendola più attivamente nelle politiche a favore della sicurezza urbana. Questo consentirebbe anche la creazione di nuovi posti di lavoro. E’ la sinergia ed il coordinamento fra le varie forze presenti che consentono di ottenere risultati, per dare vita a quel concetto di sicurezza partecipata che vede il coinvolgimento attivo anche dei cittadini, chiamati a segnalare attraverso il “controllo di vicinato” ogni situazione sospetta e ad attivare corrette misure e comportamenti. Tutto questo se venisse concretizzato, permetterebbe al cittadino di tornare a  guardare alle istituzioni con rinnovata fiducia, sentendosi da esse tutelato, percependo quella sensazione di sicurezza che migliora indubbiamente  la qualità della vita. L’Anci Emilia-Romagna osserva infine con molta attenzione gli sviluppi politici dei progetti di riforma in materia di sicurezza urbana. E’ stato infatti annunciato che il Consiglio dei Ministeri esaminerà a breve un disegno di legge (o decreto legge) sulla delicata materia che finalmente potrà qualificare meglio il ruolo dei sindaci e della polizia municipale. Nel frattempo è però necessario agevolare le assunzioni degli agenti, in deroga ai limiti in materia di personale.

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