Il Comune di Piacenza si costituisce parte civile al processo "Grimilde"

La decisione della Giunta Barbieri è arrivata nella giornata del 15 maggio. Anche l’associazione “Libera” si è costituita parte civile nel processo che coinvolge l’ex presidente del Consiglio comunale Giuseppe Caruso

Giuseppe Caruso

La Giunta Barbieri ha deliberato, nella mattinata del 15 maggio, la volontà del Comune di Piacenza di costituirsi parte civile nel processo “Grimilde” a Bologna, che vede coinvolto l’ex presidente del Consiglio comunale Giuseppe Caruso. Per il Comune sussiste perciò un danno d’immagine per l’istituzione piacentina. L'ex presidente venne arrestato all'alba del 25 giugno 2018 insieme al fratello Albino, accusato di essere parte attiva dell'organizzazione 'ndranghetista "Grande Aracri", sfruttando il suo ruolo di funzionario delle Dogane di Piacenza. La delibera approvata in Giunta è arrivata a pochissima distanza di tempo dalla richiesta – rivolta alla Giunta – di Partito Democratico, Sinistra per Piacenza e Movimento 5 Stelle. 

Anche l’associazione “Libera” si è costituita parte civile. «È una notizia che riempie di orgoglio il Coordinamento piacentino di Libera – spiega la referente Antonella Liotti - perché tutti noi ci siamo sentiti feriti e umiliati quando il presidente del Consiglio comunale della nostra città è stato arrestato per ‘ndrangheta. Da quel momento, a livello nazionale, noi piacentini siamo stati associati a questa vicenda. Non importa che le imputazioni riguardassero vicende precedenti al suo incarico, Piacenza aveva in un alto ruolo istituzionale una persona connessa alla ‘ndrangheta, e tutti sappiamo che la ‘ndrangheta è una associazione da cui non ci si può dimettere. Nei giorni scorsi anche noi abbiamo contribuito a preparare la documentazione per il nostro ufficio legale e questo ci ha reso orgogliosi: dal giorno dell’arresto del presidente del Consiglio comunale, Libera Piacenza, le associazioni che ne fanno parte, i soci e soprattutto i giovani, tutti insieme abbiamo lavorato per studiare la ‘ndrangheta in Emilia Romagna e in particolare nella nostra provincia. Innumerevoli sono stati i convegni di studio che abbiamo organizzato e che organizzeremo. E sono veramente tanti i cittadini di Piacenza che ci seguono e sostengono in questo nostro lavoro. Per questo ci siamo costituiti parte civile, perché parte offesa da questi reati».

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