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Il Comune si costituisce parte civile contro i 31 assenteisti

Udienza davanti al gip. L’Amministrazione chiede danni patrimoniali e di immagine. Le difese chiedono tempo per valutare le richieste e l’udienza slitta a luglio

Il Comune si costituisce parte civile contro i dipendenti coinvolti nell’inchiesta sull’assenteismo, ma le difese sollevano alcune eccezioni e l’udienza è stata rinviata a luglio. Gli avvocati dei 31 vogliono esaminare le richieste del Comune. E’ cominciata il 20 maggio, davanti al giudice per l’udienza preliminare Fiammetta Modica, pm Antonio Colonna, la fase finale del processo che vede 31 dipendenti accusati, a vario titolo, di falso, truffa, ma anche peculato. I difensori, inoltre, hanno presentato eccezioni relative ad alcune notifiche. Il Comune, con l’avvocato Elena Vezzulli, si è costituita contro i dieci dipendenti licenziati (ma per uno è pendente un ricorso davanti al giudice del Lavoro) e contro l’imprenditore accusato di corruzione per alcuni lavori di asfaltatura di strade in città. Per i 31 il pm Colonna ha chiesto il rinvio a giudizio. E' probabile, però, che quasi tutti chiederanno un rito alternativo, pattegiamento i rito abbreviato, (che permette lo sconto di un terzo della pena), evitando così il dibattimento in aula. 

L’avvocatura comunale, oltre che con la dirigente Vezzulli, era presente con l’avvocato Daniela Lazzari che ha presentato la costituzione di parte civile per 17 persone. Si tratta anche di dipendenti che sono in servizio e anche per chi ha avuto i provvedimenti disciplinari archiviati. Alcuni di questi sono in attesa della sentenza definitiva, ma sono tornati al lavoro. Per altri due dipendenti, infine, la costituzione di parte civile è stata affidata dal Comune all’avvocato Andrea Perini, a causa della incompatibilità dell’avvocato Vezzulli. Per tutti, il Comune chiederà i danni patrimoniali (cioè quelli causati dall’assenza al lavoro) e quelli non patrimoniali (cioè il danno di immagine che la vicenda ha provocato).

L’inchiesta prese le mosse alla fine di giugno del 2017, quando la Polizia locale e la Guardia di finanza fecero scattare il blitz in Comune, dopo che la procura aveva disposto 40 ordinanze cautelari per 50 degli indagati. Fu un terremoto, alla luce dei numeri del personale: poco più di 500 persone, cioè circa il 10% del personale. Le indagini erano iniziate alla fine del 2016: utilizzando telecamere nascoste e pedinamenti giornalieri, gli inquirenti avevano scoperto che decine di dipendenti comunali andavano in palestra oppure a bere il caffè prolungando la sosta al bar, fare la spesa durante l’orario di lavoro, svolgere commissioni personali. Timbravano e uscivano arrivando anche ad usare, per spostarsi, i mezzi dell'Amministrazione.

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