Il direttore dei Museo nazionale del petrolio di Norvegia a Piacenza

Il direttore generale del Museo nazionale del petrolio di Norvegia, in visita all'area museale di via Scalabrini e alla sezione di archeologia industriale temporaneamente dislocata nello stabilimento Drillmec. Confermata la volontà di rendere effettiva la partnership tra il Piacenza Oil e Gas Museum e il Norsk Oljemuseum

Un momento della visita

"La vista al vostro museo è stata molto interessante e conferma l’opportunità degli obiettivi sottoscritti nel documento di partnership; la storia del petrolio è campo comune di studio". Questo uno dei concetti base espressi da her Finn E. Krogh, direttore generale del museo norvegese del petrolio, giunto a Piacenza dopo l’accordo di collaborazione sottoscritto a Milano nella sala convegni dell’Hotel Principe di Savoia con il Piacenza Oil & Gas Museum (POGaM). Il documento è stato sottoscritto durante una delle due sezioni dell’Energy Dialogue, Seed Forum con protagonisti 25 operatori di aziende, enti norvegesi ed italiani, impegnati a riflettere sulle prospettive future del settore energetico, con parte dei lavori seguiti anche dai Reali di Norvegia. 

Il museo nazionale norvegese ha sede a Stavanger in un edificio progettato ad hoc la cui struttura è considerata parte integrante del Museo. La sua architettura è, infatti, un’interpretazione scenografica della superficie rocciosa norvegese, del paesaggio costiero e delle piattaforme petrolifere. Il percorso è articolato in aree tematiche che illustrano la formazione e lo sviluppo della storia del petrolio, le tecniche di ricerca, le attrezzature di perforazione, raccolta di modellini, le misure di sicurezza, i problemi energetici e spazi per mostre temporanee. Il museo piacentino ha una prospettiva storica concentrata sulla nostra provincia con propaggini  estese  verso l’Appennino piacentino-parmense e la pianura lodigiana, ossia i luoghi che nel  Novecento hanno fatto da culla ai successi mondiali di Agip ed Eni. Proficui sinergici collegamenti sono  operativi con il Museo  Civico di Storia Naturale; in particolare con la sezione Collezione Raimondo Del Prete (1850-1937), che offre un’ampia panoramica sulle formazioni Malacologiche e Conchigliologiche e introduce alle mineralizzazioni che hanno originato gli idrocarburi nel sottosuolo e con la collezione di pietre e minerali “G. Dosi” composta di 1103 esemplariprovenienti da 56 diverse nazioni. Sempre il POGam ha una sezione dedicata all’archeologia industriale temporaneamente ospitata a Gariga nello stabilimento Drillmec in attesa di essere accorpata a Piacenza, che documenta le tecniche di perforazione, estrazione e raffinazione con sistemi meccanici appartenenti al passato, memoria tangibile di un patrimonio materiale costituito da trivelle, aste, bielle, chiavi, valvole originali e sezionate, strumentazione prevalentemente meccanica, quadri elettrici, realizzazioni in scala d’impianti e strumenti che per buona parte del 1900 hanno caratterizzato l’industria petrolifera. 

Nella tappa piacentina her Finn E. Krogh è stato accolto dal vice sindaco Francesco Timpano e dal Prorettore del Polo di Piacenza del Politecnico Dario Zaninelli, dal presidente del POGAMEschool  Claudio Cicognani, dall’Associazione Pogam con Giuseppe Carlo Donato, Germano Ratti, Renato Passerini, dalla direttrice della sezione didattica del Museo Civico di Storia Naturale Annarita Volpi e dall’ing. Angelo Calderoni, che con il collega ing. Michele Bruzzi ha in seguito guidato l’ospite nella visita allo stabilimento Driilmec. La guida turistica e interprete Patrizia Oropallo ha assistito gli ospiti alla visita del Museo di via Scalabrini e ai Musei di Palazzo Farnese. Al termine dell’impegnativa visita, her Fin E. Krogh, apparso visibilmente soddisfatto, ha ringraziato telefonicamente l’ing. Pietro Cavanna, assente a causa di un’imprevista situazione, ma artefice della partnership tra i due musei. 

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