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Il giro del mondo senza aerei di Claudio Pelizzeni: da Rio de Janeiro a Dakar

Dopo diciotto mesi dall’approdo sulle coste americane in Canada, Claudio Pelizzeni continua il suo viaggio intorno al mondo senza aerei lasciando Rio de Janeiro per Dakar, Senegal

Dopo diciotto mesi dall’approdo sulle coste americane in Canada, Claudio Pelizzeni continua il suo viaggio intorno al mondo senza aerei lasciando Rio de Janeiro per Dakar, Senegal. Dal Canada attraverso un coast to coast negli Stati Uniti, passando per il centro America e gli ultimi dodici mesi nell’America del sud. L’ultima tappa è stata il Brasile. "In tre mesi - spiega Claudio - sono riuscito a visitarlo tutto; entrato da sud, ho trascorso le prime settimane a Sao Paulo per imparare la lingua lavorando in un ostello, dopodiché mi sono diretto verso il centro del paese, nella foresta amazzonica con un viaggio lunghissimo di dodici giorni tra barche, bus e autostop.

La foresta amazzonica è stata un’esperienza entusiasmante a diretto contatto con la natura e gli indigeni. Hoinfatti trascorso diversi giorni in una comunità. Per raggiungere le coste nord ho navigato il Rio delle Amazzoni fino a Belem. Lì ho iniziato a scontrarmi con la pericolosità intrinseca del Brasile, legata alla criminalità delle città. Forti differenze sociali e un grande problema di droghe come il crack, portano tanta delinquenza, anche molto violenta, nelle strade. Fortunatamente non mi è successo nulla, tuttavia dovevo sempre tenere gli occhi aperti e con le mie video camere che uso quotidianamente per realizzare i video del blog, non ero mai tranquillo. Di contro la costa nord si è rivelata spettacolare, dalle dune di Lençois Maharanhenses fino a Natal, passando per l’incredibile tramonto di Jericoacoara e la baia di Praia Pipa dove è possibile nuotare con i delfini in libertà. Prima di giungere a Rio, ho visitato lo stato brasiliano che più mi ha colpito per le persone e per i paesaggi, oltre che per la musica e il cibo: Bahia.

Spiagge paradisiache come Itacaré o il Morro de Sao Paulo, ma anche altipiani e canyon nella Chapada Diamantina. A Rio de Janeiro invece, si incrociano ancora i fasti della recente Olimpiade, tuttavia la sicurezza è tornata ai livelli precedenti, quindi una situazione molto difficile. È un peccato perché la città è davvero molto bella con le sue montagne ergersi dal mare. Il giorno chehoraggiunto la vetta del Cristo Redentore, la sesta meraviglia vista in questo giro del mondo, è iniziato il conto alla rovescia per rientrare a Piacenza, mancavano infatti 100 giorni. Il viaggio fino a Dakar è andato bene, dopo aver attraversato il Pacifico, l’Atlantico è stata una passeggiata. Fortunatamente ero su un mercantile italiano e quindi ho potuto riassaporare i sapori di casa grazie a un bravissimo chef campano. Ora l’Africa e la sua costa ovest, fino al Marocco e poi l’Europa".

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