Il nuovo ospedale si farà alla Lusignani: c’è l’accordo

Comune, Regione, Ausl, Ministero della Difesa e Demanio condividono l'idea di realizzare la nuova struttura nell'area della caserma Lusignani. La Pertite verrà bonificata e restituita gratuitamente. I militari concentreranno le loro attività all'Artale

Reggi, Alfano, Dosi, Bonaccini e Baldino

«Ultimamente si fanno i fatti, non solo gli accordi». Roberto Reggi saluta con soddisfazione il protocollo d’intesa tra Comune di Piacenza, Regione Emilia-Romagna, Ausl e Agenzia del Demanio per il nuovo ospedale cittadino, che si farà alla Lusignani nel quartiere di San'Antonio.  La realizzazione di un nuovo ospedale nella città di Piacenza - da oltre 200 milioni di euro (che metterà la Regione) per 7-8 anni di lavoro - l'area dell'ex Pertite bonificata e restituita al Comune per diventare parco, la presenza militare razionalizzata e nuovi fondi per la riqualificazione urbana. Questi i quattro obiettivi che si propone di perseguire il Protocollo d’Intesa siglato questa mattina dal sottosegretario al Ministero della Difesa Gioacchino Alfano, il Direttore dell’Agenzia del Demanio Roberto Reggi, il Presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini,  il Sindaco del Comune Paolo Dosi e il Direttore Generale l’Azienda USL di Piacenza Luca Baldino. Grazie a questo accordo si sancisce l’impegno di tutti i firmatari a mettere in campo le attività e le risorse necessarie per realizzare il piano di valorizzazione di aree e servizi strategici per la città. In particolare, la Regione Emilia Romagna s'impegna a realizzare il nuovo ospedale nella città di Piacenza, rifunzionalizzando un'area militare  che sarà nel frattempo liberata grazie ad un’articolata operazione di razionalizzazione, attivata dal Ministero della Difesa che concentrerà la maggior parte delle funzioni all’interno della caserma Artale di via Pavese (ex Piazza d’Armi). A seguito di questo trasferimento saranno infatti liberate le caserme Nicolai, Bixio, Lusignani e la Pertite. Queste ultime due strutture militari saranno bonificate grazie ai fondi stanziati dell’Agenzia del Demanio per circa 800mila euro, che poi ne trasferirà la proprietà attraverso la procedura di federalismo demaniale, senza richiedere ulteriore esborso di risorse pubbliche, per renderle disponibili alla loro nuova funzione. Nel dettaglio il progetto condiviso prevede che gli edifici della Caserma Lusignani, individuata come  struttura idonea ad ospitare il nuovo polo ospedaliero, attraverso gli interventi di ristrutturazione, finanziati con fondi della Regione, possano rispondere a tutte le esigenze, compresi gli spazi da destinare a parcheggi pubblici. Il Comune potrà inoltre destinare l’area Pertite a verde pubblico, così come previsto dallo strumento urbanistico vigente. L’Azienda USL di Piacenza, invece, si occuperà di progettare le nuove destinazioni da collocare nell’attuale ospedale di via Campagna. Per quanto riguarda le caserme Nicolai e Bixio, una volta rilasciate saranno riconvertite, attraverso risorse pubbliche e private, e potranno offrire nuove funzioni e servizi per la cittadinanza. Al Comune di Piacenza spetterà di agevolare le procedure di trasferimento previste dall’accordo e individuare i percorsi amministrativi e urbanistici più adeguati per valorizzare al massimo tutti i beni coinvolti nell’operazione. Una operazione molto complessa, costruita attentamente nei dettagli e nei vari passaggi  tecnici,  è stata oggi suggellata da un accordo che si può definire storico nella sua capacità sinergica di comporre le esigenze e gli impegni sottoscritti dei diversi soggetti istituzionali coinvolti, proprio per garantirne l'esito. Un risultato che rappresenta un modello esemplare da seguire  per pianificare e realizzare il necessario rinnovamento del patrimonio edilizio pubblico, e i programmi di rigenerazione urbana, attraverso la trasformazione dell’esistente, puntando alla tutela del contesto ambientale e territoriale, per migliorare l'offerta di servizi e infrastrutture ai cittadini, e quindi, in sintesi, la loro qualità della vita.

Protoc Demanio,Comune AUSL.Reg_05-2

I COMMENTI DEI PROTAGONISTI

«È una di quelle occasioni – ha esordito il sindaco Paolo Dosi - che vorremmo replicare negli anni. Beneficiare di alcune aperture strategiche: la presenza delle aree militari a Piacenza costituisce un punto di forza verso il quale abbiamo desiderato a lungo progetti che abbiamo aspettato per lungo tempo. Grazie al contributo di tanti in questi ultimi anni i tempi si sono rapidizzati oltre ogni rosea aspettativa. Ci sarà un utilizzo strategico di beni importanti, obiettivi importanti per la nostra città. Ringrazio il presidente della Regione Bonaccini e il direttore dell’Ausl Baldino. Piacenza ha progettato un recupero della città che prefigurano uno sviluppo che va governato in futuro. Sono aree considerevoli e peculiari. Questo è un cambio di rotta del progresso di questa città, si sta segnando un percorso che cambia la sensibilità di Piacenza».

«Esempio virtuoso di cooperazione e solidarietà amministrativa». Così ha commentato l’ex sindaco Roberto Reggi, ora direttore dell’Agenzia del Demanio.  «Con Gioacchino Alfano stiamo portando avanti in diverse città queste due intenzioni. Piacenza ha però l’incidenza più alta di aree militari e demaniali in base al numero degli abitanti: qua recuperare alcune di queste aree per la socialità è importante. In questo caso eravamo di fronte a un impegno della Regione per un nuovo ospedale, con un esborso significativo che porterà lavoro per professionisti e imprese edili (le aziende si potranno rilanciare costruendo questa struttura). Sarà un’opera lungimirante: l’ospedale attuale è di eccellenza, ma intanto ci prepariamo ad averne uno nuovo e moderno, realizzato in un’area già urbanizzata, così non si compromette alcuna area verde o libera».

Reggi ha tracciato il futuro delle aree militari cittadine. «Stiamo inoltre razionalizzando tutte le aree militari della città in un unico punto: la caserma Artale. Così verranno lasciate la Niccolai, la Lusignani e la Nino Bixio. È un’operazione di grande rilevanza. Gli amici della Pertite vedranno quell’area bonificata e restituita alla città gratuitamente. Si liberano spazi che vanno progettati. Operazioni come modello di riferimento per altri, data la complessità. Questo protocollo sostituisce quello del 2014 su questi beni. Era coinvolto anche l’ex ospedale militare – c’è uno studio di fattibilità in corso – e il Laboratorio Pontieri che è già a disposizione di Comune e Provincia».  

Presente alla firma anche il presidente della Regione Stefano Bonaccini. «Vogliamo mantenere una sanità di qualità, riconosciuta tra le migliori d’Europa e del mondo. L’obiettivo per cui siamo qui oggi è la realizzazione di un nuovo ospedale per Piacenza, per mettere a disposizione dei cittadini e del territorio servizi sanitari sempre più moderni ed efficienti, all’altezza delle esigenze di una società che cambia. Ma in questo caso è altrettanto importante il modo in cui intendiamo centrare tale obiettivo, e cioè attraverso la collaborazione e il lavoro comune fra istituzioni, sanciti dal protocollo che abbiamo siglato. Istituzioni, quindi, che decidono - in nome del federalismo demaniale - di individuare l’area per la realizzazione del nuovo ospedale, recuperando aree militari in disuso, realizzando quindi un’operazione virtuosa a consumo zero di suolo e che, allo stesso tempo, permetterà di recuperare e rivitalizzare spazi urbani degradati. E ognuno dei soggetti coinvolti – ministero della Difesa, Agenzia del Demanio, Comune di Piacenza, Regione Emilia-Romagna e Asl di Piacenza – farà la propria parte per individuare la soluzione migliore fra le caserme Lusignani ed ex Pertite (e l’area scelta verrà acquisita a titolo non oneroso), ricollocare i servizi militari, accelerare le procedure. Istituzioni insieme, quindi, per la soluzione più efficace a favore degli interessi della collettività. Per quanto riguarda in particolare la Regione, il rafforzamento dei servizi sanitari a Piacenza rientra a pieno titolo nel potenziamento del sistema sanitario regionale che stiamo portando avanti dall’inizio della legislatura, che è già fra i migliori in Italia e al mondo, ma di cui vogliamo aumentare ulteriormente la qualità. Da qui gli investimenti fatti e programmati, dai 150 milioni per l’edilizia sanitaria e l’ammodernamento degli strumenti diagnostici e di cura, ai 25 milioni per il personale, con oltre 2.500 nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato per medici, infermieri e operatori fra assunzioni, stabilizzazioni e copertura al 90% del turn-over, percentuale unica in Italia. Investimenti che ci hanno permesso di arrivare a risultati straordinari come l’azzeramento delle liste d’attesa e di adottare, primi in Italia,  un provvedimento importante come la legge che rende obbligatorio vaccinare i bambini per poterli iscrivere ai nidi dell’Emilia-Romagna, una norma che ha spinto altre Regioni sulla stessa strada e che ci auguriamo possa essere il preludio e una legge nazionale a tutela della salute pubblica e dei bimbi più deboli».

Il direttore dell’Ausl Luca Baldino ha commentato positivamente l’accordo. «Pensiamo ai prossimi dieci anni, non ai prossimi sei mesi. La sanità sta facendo una riflessione, si sta spostando l’orizzonte in là. Piacenza ha bisogno di un nuovo ospedale, ne abbiamo discusso subito con l’assessore Venturi. Il nuovo ospedale sarà in città ma non più in centro. Sarà in periferia, in un’ottima posizione, sarà moderno, con gli stessi posti letto ma più grande». «Abbiamo fatto la scelta giusta – ha concluso il sottosegretario Alfano -. Siamo sempre stati disponibili in passato a cedere immobili che non servivano. Ora siamo disponibili a incontrare tutte le città per discutere di beni che utilizziamo ancora».

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