Il piano dell’Ausl: pazienti Covid a Castello, pronto soccorso unico a Piacenza

Il direttore Baldino ha illustrato durante l’ufficio di presidenza della Conferenza socio-sanitaria la scelta dall’azienda per far ripartire la sanità ordinaria nelle altre strutture ospedaliere. Barbieri: «Preferiamo discuterne»

l'ospedale di Castello potrebbe essere l'unica struttura dedicata al Covid-19

Il pronto soccorso rimane solo a Piacenza. I pazienti Covid-19 presi in cura tutti a Castelsangiovanni, in modo da liberare le altre strutture piacentine. Sarebbe questa la volontà dell’Ausl di Piacenza per cercare di far ripartire anche le prestazioni della sanità ordinaria nel breve periodo, bloccata dall’avvento della pandemia che ha flagellato il nostro territorio. La rete ospedaliera va riorganizzata e l’ingegner Luca Baldino, direttore generale Ausl di Piacenza, durante la riunione (in videoconferenza) di questa mattina dell’ufficio di presidenza della Conferenza Socio-Sanitaria di Piacenza, ha reso note le intenzioni dell’azienda. Il piano di Baldino sarebbe stato condiviso con i clinici. Ma non con i sindaci del territorio, che hanno palesato le proprie perplessità. La proposta sarà oggetto di un altro confronto venerdì 15 con i clinici, per poi essere affrontata in Conferenza socio-sanitaria nei prossimi giorni. 

All’ufficio di presidenza (che è guidato dal sindaco di Castelsangiovanni Lucia Fontana) era presente anche il sindaco di Piacenza e presidente della Provincia Patrizia Barbieri. «Dalla proposta– spiega Barbieri – è emerso che s’intende mantenere come pronto soccorso solo Piacenza, gestendo unicamente a Castelsangiovanni il Covid. La cosa ci è stata presentata un po’ come uno stato di fatto delle cose dall’Ausl. barbieri patrizia-3Noi sindaci vorremmo svolgere il nostro ruolo, partecipando e discutendo le scelte in Conferenza socio-sanitaria». «Non sono medico – prosegue Barbieri - e quindi ascolto ben volentieri quello che ci verranno a dire i clinici, abbiamo chiesto appunto la possibilità di poterne parlare e di avere un confronto. Alcuni passaggi non li comprendiamo, vorrei garanzie sulla ripartenza dell'attività ospedaliera e sulla sicurezza degli operatori sanitari, medici, pazienti».

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Dopo la fase d’emergenza iniziale, Barbieri chiede più sicurezza. «Non vogliamo più rischi tra reparti, per questo ci sarebbe piaciuto affrontare la cosa insieme e decidere dove affrontare il Covid e dove no. Non vuole essere un'ingerenza dei sindaci all'interno di argomenti di carattere sanitario: dico semplicemente che questa è un'esperienza che ha sconvolto tutti. Dovremo convivere con il virus ancora per parecchi mesi e ci viene preannunciato che in autunno potrebbe esserci una ripresa della diffusione dei contagi. Vorrei che si riflettesse assieme sul da farsi, facendo tesoro dell’esperienza acquisita. Vogliamo un confronto con i clinici e invece l’Ausl ci ha prospettato una decisione che sembra già presa. Sarebbe utile capire le strategie che ci sono dietro queste soluzioni, perché è stato individuato l’ospedale di Castello come struttura Covid-19? Perché chiudere tutti i pronto soccorso, tranne quello di Piacenza? È vero che stamattina c'è stato detto che i pazienti vengono tutti presi e trattati all'inizio come se fossero Covid, per cui faranno il tampone a tutti e il trasferimento nei vari reparti avverrà solo quando ci saranno condizioni di sicurezza. Abbiamo però visto che questo virus è subdolo e quindi una certa cautela ci impone di essere particolarmente attenti». Il sindaco chiede perciò «più razionalità» e «possibilità di interloquire con i medici, per comprendere quei passaggi che per noi non sono così chiari» .

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