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«Il piano vaccinale per la popolazione detenuta non è ancora partito: fallimento della medicina penitenziaria»

Santo Guercio, coordinatore Fp Cgil Polizia Penitenziaria: «Eventuali ulteriori ritardi potrebbero essere di grave pregiudizio per l'incolumità di chi vive o lavora in carcere perché in caso di focolaio anche la sicurezza del territorio sarebbe minata»

«Il piano vaccinale per la popolazione detenuta al momento non è ancora partito. Siamo di fronte ad un vero e proprio fallimento della medicina penitenziaria. Su una popolazione carceraria di circa 400 detenuti ancora nessun ha ricevuto il vaccino né è stata intrapresa alcuna azione informativa, parliamo di persone ristrette (alcune ottantenni) con gravi patologie, e malgrado vi siano risorse a disposizione non riusciamo a capire il motivo di questa impasse. Vogliamo allertare l'Amministrazione Penitenziaria , l'azienda sanitaria e il prefetto Daniela Lupo della situazione venutasi a creare anche nel nostro Istituto con un abbandono da parte della medicina penitenziaria e per velocizzare al massimo la sor vaccini per la popolazione detenuta». E' quanto si legge in una nota di Santo Guercio, coordinatore Fp Cgil Polizia Penitenziaria.

«Eventuali ulteriori ritardi  - spiegano - potrebbero, a nostro parere, essere di grave pregiudizio per l'incolumità di chi vive o lavora in carcere perché in caso di focolaio anche la sicurezza del territorio sarebbe minata. Il Direttore del nostro istituto ha messo in campo sin dalla prima ondata pandemica tutte le risorse a disposizione andando anche oltre a quelle diramate al fine di assicurare il buon andamento della gestione della pandemia verso il personale di polizia e la  popolazione detenuta. Vogliamo far appello anche anche al Garante Regionale per i diritti delle persone detenute per la mancata somministrazione alle Novate. Il perdurare di questo immobilismo da parte della Medicina Penitenziaria , potrebbe creare un ennesimo disastro, stavolta anche all'interno della struttura piacentina , pertanto urge una nuova campagna vaccinale per la popolazione detenuta. Siamo veramente indignati per lo stato di abbandono e non escludiamo altre forme di protesta per sollecitare gli organi competenti ad uscire dal ginepraio di questa sanità penitenziaria, i cui maleodoranti miasmi stanno minando la serenità e la salute dei servitori dello Stato».

«La nostra preoccupazione - prosegue la nota -, nemmeno troppo latente, è che questa situazione potrebbe far registrare le tensioni che nel marzo 2020 sfociarono in vere e proprie rivolte all'interno delle carceri di diverse città italiane, tra l'altro i primi focolai già si intravedono e solo grazie al sacrificio e alla professionalità dimostrata dal reparto di polizia penitenziaria di Piacenza e grazie alla pazienza dei detenuti sino ad oggi, è stato scongiurato all'interno di questa struttura penitenziaria il rischio di disordini. Auspichiamo che la medicina penitenziaria provveda a quanto denunciato e sollecitiamo le autorità ad un impegno comune per far fronte a questa ormai prolungata pandemia».

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