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Uno degli incendi in via Bertolino Donnino

Uno degli incendi in via Bertolino Donnino

Il piromane finisce in carcere: ora è accusato di aver appiccato diciotto incendi

Lo hanno incastrato le celle telefoniche che il suo cellulare ha agganciato man mano che si muoveva e che appiccava incendi e poi anche le telecamere di sorveglianza. Le indagini sono della squadra mobile

Lo hanno incastrato le celle telefoniche che il suo cellulare ha agganciato man mano che si muoveva e che appiccava incendi e poi anche le telecamere di sorveglianza che lo hanno collocato in un preciso punto della città, oltra a tutta un'altra serie di accertamenti. Al termine delle indagini condotte dalla squadra mobile e che avevano portato alla denuncia di un tunisino 28enne al quale venivano contestati sette incendi e 33 auto danneggiate, all'uomo sono stati anche attribuiti altri incendi per un totale complessivo di diciotto. Ora si trova in carcere, fino a al 1 dicembre era ai domiciliari. La misura di custodia cautelare in carcere richiesta dal pm e disposta dal gip è stata eseguita il due dicembre dalla polizia. 

L'ultima volta era stato arrestato in flagranza dalla squadra volanti dopo aver appiccato l'ennesimo rogo all'ex mercato ortofrutticolo il 6 novembre. Era stato bloccato in via Tibini. Gli incendi per cui era stato denunciato nei mesi scorsi erano avvenuti il 19 luglio 2020: due nel parcheggio dei pendolari in viale Sant'Ambrogio, in via Millo, in via Duca Degli Abruzzi, via Carella, via Colombo. E' anche accusato di aver danneggiato 33 auto nella zona sempre della stazione in cinque episodi tra gennaio e aprile 2019: aveva rotto finestrini e divelto specchietti.  Gli altri che ora gli vengono attribuiti sono quelli avvenuti il 4 maggio 2020 e che sono tre (via Falconi, viale Malta, viale Patrioti), e i sette avvenuti il 23 luglio (ex mercato ortofrutticolo, via Bertolino Donnino, via dell'Anselma, via Colombo nei piccopolizia procura-3li giardini nei pressi della sede di Ivri, via Penitenti, via degli Spinoni). Aveva incendiato sterpaglie, rifiuti e anche un gruppo di continuità elettrica vicino ad una banca. Da quanto ricostruito e più volte ipotizzato l'iuomo si muoveva in bici e si è servito, pare, di un liquido infiammabile: in nessun incendio infatti le forze dell'ordine avevano trovato inneschi. 

Ignoto ancora l'autore del fatto più grave e che era avvenuto il 18 maggio in via XXI aprile: sotto al ponte del Bastione di Porta Borghetto infatti qualcuno aveva dato alle fiamme la tenda di un senzatetto che stava dormendo all'interno. Si era salvato per miracolo e aveva raccontato di aver sentito dei passi, poi le fiamme hanno avvolto la sua tenda. Su questo inquietante episodio le indagini sono pare in corso ma al momento non viene contestato allo straniero, regolare in Italia, operaio con alle spalle diversi precendenti per droga e conosciuto dalle forze dell'ordine. Ignoto anche l'autore dei tre roghi avvenuti il 9 maggio tra la tangenziale, Vallera e via Bosi dove dalle fiamme era stato distrutto un garage ed evacuato un palazzo. 

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