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Il premio "Fedeltà alla montagna" a Giuseppe Federici di Anzola (Parma)

La consegna da parte dell'associazione nazionali alpini domenica nel pomeriggio a Bedonia

L’Associazione Nazionale Alpini consegnerà domenica pomeriggio a Bedonia il premio “Fedeltà alla montagna” a Giuseppe Federici, alpino del gruppo di Molino dell’Anzola (Parma), uno degli ultimi a scegliere di rimanere nel paese di origine e di vivere di quello che la montagna e la natura offrono, rispettandone i ritmi, le tradizioni e le tipicità. Il premio di euro diecimila, è stato istituito nel 1980 allo scopo di invitare i soci a rimanere legati alle loro valli e ad un’attività volta a migliorare gli insediamenti, il pascolo, i maggenghi e l’ambiente nel quale vivono e lavorano.

La cerimonia legata alla 35esima edizione, si terrà a Bedonia. Venerdì 18 serata con degustazione dei prodotti dell'azienda Federici, il 19 è in programma la visita ai laboratori artigianali; domenica 20 le cerimonie ufficiali con la sfilata e la consegna del premio.

Classe 1976, l’Alpino Giuseppe Federici vive da sempre ad Anzola, piccola frazione del comune di Bedonia (PR) in Alta Val Ceno che conta oggi 40 abitanti. A partire dagli anni ’70, il progressivo spopolamento della montagna ha via via impoverito la valle delle sue risorse con i giovani, che hanno quasi tutti lasciato il territorio per cercare lavoro nelle “vicine” Parma, Genova, e Piacenza. Oggi in paese sono rimaste una macelleria, una sola bottega e l’osteria Federici, gestita dai genitori di Giuseppe, Assunta e Vincenzo e da suo fratello Luigi. Le ultime “roccaforti” a chiudere i battenti sono state, negli ultimi anni, l’ufficio postale e la scuola, che ora è divenuta la sede del locale Gruppo Alpini. 

Terminato il servizio di leva l’Alpino Federici ha rimodernato la stalla che dista due chilometri dal paese, poi vi ha immesso 25 vacche da carne di razza Limousine, adatte al pascolo, una manza da latte di razza Cabannina (il nome deriva da Cabanne, piccolo centro dell’entroterra ligure da cui proviene la razza) e 6 asini. Della “famiglia” fanno inoltre parte due cani, un pastore tedesco che segue spesso il suo padrone quando porta le mucche al pascolo e un bastardino. "Con la bella stagione, racconta, mi occupo della raccolta del fieno, del pascolo con tutti gli annessi e connessi come la costruzione dei recinti e intanto che giro per i boschi, quando vedo che ci sono sentieri malconci li sistemo e faccio un po’ di pulizia, in modo da tenerli il più possibile in ordine e transitabili. In autunno raccolgo funghi e li faccio seccare, in modo da averli disponibili per tutte le stagioni. Inoltre mi piace dedicarmi agli innesti sugli alberi da frutto. Non ci sono molte varietà di piante da queste parti, ma per me è importante che quello che c’è resti vivo e continui ad essere produttivo".

Poi c’è l’orto, che oltre a dare sostentamento alla famiglia, serve per la produzione degli ingredienti principali delle tipiche torte salate d’erbe, di patate e di zucchine che si possono gustare in trattoria. L’alpino Giuseppe ha un’altra passione: lavorare il legno. "Mio padre ha sempre costruito piccoli attrezzi con il legname dei nostri posti, quando ne ho il tempo, mi dedico alla creazione di rastrelli, piatti, ciotole, scodelle, cucchiai e forchette in melo, noce, abete e castagno. Sono tutti oggetti che servono a uso famigliare, anche se mi capita di venderne alcuni ai mercatini locali. Vado particolarmente fiero del carrello porta tronchi, che ho fatto da solo, che mi serve per fare le assi di legno. È uno strumento molto utile". Una scelta di vita condivisa dalla moglie Cristina, dalla quale ha avuto Fiorenza, di quasi tre anni.

Tra un lavoro e l’altro il tempo libero è davvero poco e Giuseppe lo trascorre dedicandosi alle attività del piccolo ma intraprendente Gruppo Alpini Molino dell’Anzola di cui fa parte, come la pulizia dei boschi e dei sentieri e l’organizzazione di momenti legati alle tradizioni locali come quella ultracentenaria del “Cantamaggio”, l’antica usanza dei giovani del posto ad andare di casa in casa, per tutta la vallata, ad annunciare con canti l’arrivo della bella stagione, rito che si ripete puntuale ogni primo maggio.

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