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Il cardinale Angelo Scola a Bobbio per San Colombano

Nei giorni 28, 29 e 30 agosto 2015 a Bobbio si celebra il XIV centenario della morte di San Colombano. E' previsto un ricco programma: la Curia piacentina ha inoltre ricevuto una bolla papale da Francesco

Nei giorni 28, 29 e 30 agosto 2015 a Bobbio si celebra il XIV centenario della morte di San Colombano. E’ previsto un ricco programma: la Curia piacentina ha inoltre ricevuto due importanti e significative lettere.  La Bolla papale, tradotta in italiano dal latino, che il Papa ha inviato al cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano, che domenica, 30 agosto, presiederà a Bobbio una solenne Concelebrazione Eucaristica e la lettera che il Segretario di Stato card. Pietro Parolin ha inviato, per l’occasione, al vescovo monsignor Gianni Ambrosio.  

IL MESSAGGIO DEL SEGRETARIO DI STATO CARDINALE PIETRO PAROLIN

«Eccellenza Reverendissima, al compiersi dei 14OO anni dalla morte di san Colombano, awenuta a Bobbio il 23 novembre 615, il Santo Padre Francesco è lieto di far giungere il Suo beneaugurante saluto a Lei, a codesta Comunità diocesana e a quanti partecipano al XVIII Meeting internazionale delle Comunità colombaniane, provenienti da diversi Paesi delltsuropa. Irlandese per famiglia e formazione, Colombano ha sempre nutrito untdea "europea" del suo impegno ecclesiale. Nella lettera indirir,zata al Papa Gregorio Magno nell'anno 600, egli fa direttamente riferimento al compito di tutti i cristiani di collabnrare affinché le diverse genti del continente vivano nella pace e nell'unità {c{r Episttia I, U. La sua vita di preghiera, di ascesi e di studio, iniziata nel monastero di Bangor, alla scuola dell'abate Comgall, non 1o ha mai reso lontano o disattento rispetto alle vicende religiose e politiche dell'epoca, nelle quali anà è intervenuto piu volte, con toni decisi, evocando la ligura severa di san Giovanni Battista. Dopo trent'anni di permanenza in monastero, Colombano fa proprio f ideale ascetico tipico delle comunità irlandesi, quello della pereginatio pro Ch'ista, e si fa pellegrino nellEuropa continentale, con ltntento di far riscoprire la luce del Vangelo in alcune regioni elrropee già scristianizzate dopo f immigrazione di popoli dal Nord-Est. .t.. A Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Gianni AMBROSIO Vescovo di Piacenza-Bobbio Piazz,a Duomo, 33 29121 PIACENZA Approdò quindi sulla costa bretone con un gruppo di monaci e, con la benevola accoglienza del re dei Franchi, diede inizio a una grande opera di evangelizzaeione dell'Europa, non attraverso llmposizione del Credo, ma mediante l'attrazione che esercitava 1o stile di vita dei monaci: 1a testimonianr,a di uomini che pregavano, lavoravano la terra, studiavano, e conducevano una vita sobria, basata sulle cose spirituali e materiali essenziali, e rigorosa sul piano morale. San Colombano fu un canale privilegiato della grazia di Dio, attraendo fiumi di pellegrini e penitenti, e accogliendo nei tanti nuovi monasteri moltissimi giovani, che abbracciavano la sua Reqia monqchorum. Canvinto com'era che la graàa è l aiuto speci{ico che la Prowidenza dona ad ogni creatura umana che con fede accoglie l'amore di Dio nella propria esistenza, fu diffusore intrepido della Confessione, Sacramento di natura personale, da ripetere nella esistenza di ognuno, quale mezzo insostituibile per un serio cammino di conversione. Diverse furono le rraziani coinvolte nel suo itinerario di evartgelizzazione e di attrazione a Cristo, in quanto i suoi monasteri divennero fari di irradiazione spirituale, intellettuale e sociale: Bangor in lrlanda, Annegrey e Luxeuil in Francia, Sankt Gallen in Svizzera, la regione di Bregen in Germania. Tappa finale delf itinerario terreno del santo Abate fu Bobbio: Bobium ciuitas eolumbanensis. Il monastero dove visse gli ultimi anni, fino alla morte, divenne un centro di cultura del livello di Montecassino ed oggi custodisce le sue spoglie mortali. Anche nell'ultima fase de1la sua missione egli ha promosso l'unità spirituale dei popoli europei lottando per superare le lacerazioni dovute alla preserLza nel Nord Italia dell'eresia ariana, che aveva rotto la comunione tra i l,ongobardi e il Vescovo di Roma. San Colombano, che con Benedetto XVI possiamo considerare realmente uno dei "Padri dellEuropa" (cfr Catechesi nellUdLenza generale de11'11 gtugno 2OO8), era convinto che nel cuore dellEuropa ci può essere fratellan?a. tra i popoli solo se esiste una civiltà aperta a Dio. La sua grande cultura, la sua energia spirituale e il suo stile morale ci mostrano chiaramente dove attingere perché anche nel nostro tempo tale civiltà possa rawivarsi nel continente europeo. Le celebrazioni giubilari contribuiranno a far meglio conoscere la figura umana e spirituale di questo intrepido evangelizzatore totius Europae (Episfula I, 1). 11 Santo Padre esprime vivo apprezzamerlto per le molteplici iniziative pastorali e culturali orgarrizzate nella presente circostanza e, mentre invoca la celeste intercessione di san Colombano per il cammino di tutte le Comunità ecclesiali di cui è Patrono e per i popoli dell'Europa, imparte di cuore una speciale Benedizione Apostolica. Aggiungo i miei cordiali voti augurali e profitto della circostanza per confermarmi con sensi di distinto ossequio dell'Eccellenza Vostra». Rev.ma dev.mo nel Signore Pietro Card. Parolin Segretario di Stato

IL MESSAGGIO DI PAPA FRANCESCO

«Il santo abate Colombano, irlandese di origine, divenuto pellegrino per Cristo, si fece attivo evangelizzatore in molte regioni d’Europa e vi fondò numerosi monasteri. Dopo aver valicato le Alpi, fondò a Bobbio, nell’antica provincia di Liguria, un monastero, celebre per la sua fedeltà alla regola e per la sua attività culturale. Ivi, dopo una vita operosa e ricca di meriti a servizio della Chiesa, santamente morì il 23 novembre dell’anno 615. L’illustre nostro predecessore, papa Benedetto XVI, a buon diritto e giustamente lo ha indicato come uno dei Padri dell’Europa, per il fatto di aver donato a questo continente solide fondamenta cristiane e poiché ancor oggi egli indica a tutti dove siano le radici da cui l’Europa può trovare una rinascita (Udienza generale, 11 giugno 2008). Con gioia dunque abbiamo accolto la notizia della solenne Eucaristia che prossimamente sarà celebrata a Bobbio in occasione del Diciottesimo Convegno Internazionale delle Comunità che si richiamano a san Colombano, nel millequattrocentesimo anniversario della morte di questo insigne monaco. Per tutti questi motivi il Venerabile Nostro Fratello Giovanni Ambrosio, Vescovo di Piacenza - Bobbio, Ci ha chiesto gentilmente di inviare una Eminente Personalità che potesse rappresentarCi a Bobbio, manifestando la Nostra venerazione verso san Colombano e la nostra attenzione verso i suoi devoti. Abbiamo dunque pensato a Te, che reggi con saggezza la Chiesa Metropolitana di Milano, Venerabile Nostro Fratello, e con questa lettera ti nominiamo NOSTRO INVIATO STRAORDINARIO alla celebrazione eucaristica che si terrà in Bobbio il prossimo 30 agosto. Porterai a Nostro nome il saluto al Vescovo di Piacenza - Bobbio e agli altri Vescovi, sacerdoti, religiosi, uomini e donne, che ivi converranno dalle varie regioni d’Europa. Con la tua parola inviterai tutti i presenti a una continua imitazione di Cristo e a osservare nella vita di ogni giorno i precetti divini con sempre maggiore convinzione. Infatti è opportuno che tutti andiamo meditando queste parole di san Colombano: «Ama veramente Dio colui che ne custodisce i comandamenti. (...) Il vero amore lo si dimostra non tanto a parole, ma con i fatti e nella verità. Dunque a Dio e Padre nostro, restituiamo noi stessi, che siamo stati creati a sua immagine, inviolati nella santità, perché Lui è santo» (Istruzione XI). Nello svolgimento di questa tua missione, o Venerabile Fratello, Ti accompagneremo con le Nostre preghiere. Infine volentieri ti impartiamo la Benedizione Apostolica, come segno della Nostra benevolenza verso di Te e come pegno di doni celesti, benedizione che trasmetterai cordialmente a tutti coloro che parteciperanno alla celebrazione. Nel contempo chiediamo a tutti voi particolari preghiere affinché possiamo adempiere con diligenza all’impegnativo ministero Petrino secondo la volontà di Dio». Dal Vaticano, 23 luglio 2015, anno terzo del Nostro Pontificato. Francesco

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